Movimento 5 Stelle: Grillo e la rivoluzione interna inattesa

reddito di cittadinanza Beppe Grillo

Beppe Grillo, per la prima volta, si dimostra a favore della corrente “di sinistra” promossa da Roberto Fico. Primi segnali di rottura con Di Maio?

Una rivoluzione nella rivoluzione. L’operato del Governo Lega-M5S incomincia a star stretto agli stessi vertici “grillini”. E a comunicarlo è lo stesso Beppe Grillo, che per la prima volta decide di non appoggiare il suo “titolare” Luigi Di Maio. Al contrario, l’ex comico promuove la linea più progressista proposta dal presidente della Camera, Roberto Fico, suo amico di vecchia data e tra i primi iscritti al Movimento.

Dal palco del teatro Diana, seconda tappa del tour Insomnia, il comico genovese legittima la fronda anti-Di Maio. E promuove la lotta che il presidente della Camera sta avanzando tra i banchi del Parlamento. Una lotta per la democrazia e per i principi umani, che lo ha fatto riconoscere come unico testimone delle idee “grilline”. Il segnale è limpido e chiaro, ed è contro la deriva nazionalistica e sempre più destrorsa che sta prendendo il partito.

Nel corso dello show, Grillo ha dichiarato: “Con Roberto abbiamo fatto il meetup più grande d’ Italia con 2.500 persone. Giravamo assieme anche in camper. Roberto, te le ricordi tutte queste cose? Ora che sei in Parlamento non puoi parlare?
La dicitura sembra quasi un richiamo allo spirito iniziale che alimentava il Movimento 5 Stelle. Al contempo, inoltre, sembra una sorta di avvertimento nei confronti di Luigi Di Maio, che ha trasformato il partito nella DC del nuovo millennio, nel PD della nuova scena politica, disposto a scendere a patti con chiunque.

L’obiettivo è dare una virata, una scossa, ai pentastellati. Già a partire dalla prossima settimana: la maggioranza gialloverde, tra legittima difesa, autonomia, TAV e la protesta dei sindaci contro il decreto sicurezza, dovrà passare indenne molti ostacoli. Ma il punto di riabilitazione del Movimento 5 Stelle e della figura del garante passano soprattutto da una funzione cruciale: gli incontri in piazza.

La piazza e la strada come punto di ripartenza

Beppe Grillo non è mai stato banale. Ha sempre dimostrato una lungimiranza invidiabile dal punto di vista progressista. Aveva previsto già 10 anni fa la svolta “digitalizzata” della politica italiana. E, proprio per questo, detta la linea per la rinascita del Movimento: la discesa nelle piazze, in mezzo alla gente, tra i cittadini.

Non bisogna nascondere, infatti, che il Movimento sia abbondantemente in difficoltà. I sondaggi danno in continuo ribasso l’importanza del Movimento all’interno del Governo, “tirannizzato” da quel Salvini che continua a fare il bello e il cattivo tempo. La svolta potrebbe consumarsi già dalla prossima settimana. Infatti, tra legittima difesa, autonomia, TAV e la protesta dei sindaci contro il Decreto Sicurezza, il Governo è pronto ad affrontare tantissime battaglie che si preannunciano durissime.

Il piano di Fico e di Beppe Grillo parte dalla riabilitazione della piazza. Piazze che Casaleggio Jr. e Di Maio hanno praticamente distrutto. Molti sostenitori del Movimento 5 Stelle sono delusi dall’approccio arrendevole e poco efficiente nei confronti della Lega, alleata di Governo. Altri, ancora, si stanno facendo trascinare dalla foga e dall’impeto dittatoriale/carismatico del leader della Lega, e stanno passando ampiamente la barriera e sconfinano dall’altro lato.

Ciò alimenta ulteriormente una scissione che, ora come ora, sembra inevitabile. Anche Di Battista, colui che è sempre stato preferito nelle gerarchie del guru grillino, si sta piegando alla volontà del ministro del Lavoro. Colui che poteva “regolarizzare” l’atteggiamento di Di Maio si sta piegando alle sue volontà.

L’unico appiglio alla vecchia volontà del Movimento, dunque, resta il presidente della Camera. Si andrà avanti fino alle Europee. Poi, dopo il 26 Maggio, il progetto Fico-Grillo dovrebbe decollare. E non è detto che Di Maio segua la loro strada.

Scissione probabile

Anzi, visti gli sviluppi che il Governo sta presentando, è sempre più probabile che si verifichi una vera e propria scissione. E questo può essere il colpo definitivo per le mire espansionistiche del Movimento, che aprirebbe la strada ad un dominio incontrastato da parte di Salvini.

Ma non c’è solo il filo diretto con Grillo: il presidente della Camera ha costruito un ponte solido con il Colle. La stima del presidente Mattarella, infatti, è davvero nota a tutti, e lo stesso privilegia come interlocutore il presidente della Camera, piuttosto che il capo di Governo o i suoi due ministri “alfieri”.

Se il patto gialloverde dovesse saltare, Mattarella ha bisogno di una carta di riserva. Il rischio che si concretizzi il voto anticipato è infatti sempre molto forte, e la stessa alleanza resta sospesa ed attaccata ad un filo sottilissimo. Per evitare il voto anticipato, Roberto Fico potrebbe avallare la proposta di un’alleanza con il Partito Democratico. Proposta che potrebbe stabilizzare la maggioranza di Governo e garantire una continuità alla legislatura.

La scissione è dietro l’angolo.