roulette

La roulette, un classico dei classici. Una delle attrattive più famose delle sale da gioco, tanto da aver ispirato anche scene celebri di film di spionaggio o semplici commedie

Quella della roulette è quasi un’idea che appartiene all’immaginario collettivo, in quanto anche chi non ci si è mai rapportato sa come funziona e quali sono le fasi di gioco. Lo svolgimento è talmente semplice da risultare a tratti banale. Il tutto si basa su un disco diviso in 37 settori numerati da 0 a 36, che occupano caselle colorate con un’alternanza tra il rosso e il nero.

Potrebbe interessarti:

I giocatori possono segnalare uno dei numeri e il croupier di turno deve azionare la ruota per farla girare prima di destinarvi sulla superficie una piccola pallina, lanciata volutamente nella direzione contraria a quella dell’andamento del disco.

Alla fine, la pallina si posizionerà su una delle caselle numerate. Va da sé che se il numero riportato in quel settore sarà corrispondente a quello dichiarato dal giocatore, quest’ultimo sarà vincente. Ogni partita può essere simile a quella precedente. Chiaramente, nella roulette la pratica può aiutare solo fino ad un certo punto.

Le probabilità sono tecnicamente infinite: lo stesso numero può uscire più volte a distanza di poco tempo come non farlo per moltissimi giri. Da quando il gioco si è diffuso ormai 500 anni fa, sono state tante le teorie che sono circolate in giro insieme a dischi e palline.

Fare in modo che il croupier stabilisca in anticipo dove far finire la pallina, magari con uno specifico movimento del braccio e una gittata calcolata in maniera maniacale, risulta poco credibile. Le dicerie che si sono sviluppate intorno alla roulette sono numerose e vanno dal peso della pallina ai presunti accordi tra giocatori e croupier, ma alla fine il vantaggio è della casa ed è solo di tipo statistico, strettamente legato alle (poche) regole del gioco. Sono troppe le variabili imprevedibili della roulette ancora oggi sotto la lente di ingrandimento. Dal momento in cui la sfera abbandona la mano del croupier, è tutto affidato al destino.

La roulette è nata in Francia nel 1600 come conseguenza di un esperimento di Blaise Pascal, che voleva mettere in piedi un macchinario in grado di compiere movimenti senza necessitare di fonti di energie particolari. Stando ad altre fonti il gioco avrebbe preso ispirazione anche dalla “Girella” italiana, di cui a sua volta sono rimaste pochissime informazioni in giro. Inoltre, sembra che in origine il disco della roulette contasse 38 numeri, con tanto di 00 oltre allo 0 ordinario.

A causa delle scarse probabilità di vittoria per i giocatori lo 00 sarebbe stato rimosso, ma oggi è ancora presente nella versione americana del gioco. Non a caso, tra i tavoli a stelle e strisce il vantaggio del banco si moltiplica. In totale esistono tre varianti della roulette, ma sia in quella tradizionale sia in quella inglese i numeri vanno dallo 0 al 36: la differenza risiede nell’assenza di alcune regole.

La storia secolare della roulette è fatta anche di giocatori che in un modo o nell’altro sono riusciti a togliersi più di una soddisfazione. Joseph Jagger, ad esempio, seppe sfruttare alcune imperfezioni nei disegni del disco. Più di recente, invece, Ashley Revell avrebbe puntato tutti i suoi beni in un singolo giro alla roulette, ma c’è stato anche chi come gli scienziati Shannon e Torpe ha provato a vincere le leggi della fisica che regolano la rotazione del disco semplicemente avvalendosi della tecnologia.

Tutte idee difficilmente replicabili nelle varie tipologie di roulette live che esistono oggi. In questo gioco a vincere è fondamentalmente la fortuna.

Letture Consigliate