Papa Francesco
Immagine tratta da Pixabay

A Najaf, per la prima volta, si sono incontrati il Papa e l’ayatollah Ali al Sistani. Quest’incontro potrebbe avere importanti conseguenze

Un momento assolutamente storico, cruciale soprattutto per il futuro delle religioni e dei popoli. Papa Francesco ha viaggiato fino in Iraq, terra ostica, sede di guerre. L’incontro con l’ayatollah Ali al Sistani, un incontro storico, è avvenuto nelle prime ore di questa mattina. Ali al Sistani rappresenta la massima autorità religiosa sciita del Paese. Questa è stata considerata come una visita privata senza precedenti nella storia. Per l’occasione, la città santa di Najaf regalerà lo “sfondo” a quest’incredibile avvenimento.

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L’incontro tra Papa Francesco e l’ayatollah è senza precedenti. Non solo per il complicato momento che sta attraversando l’Iraq, da poco uscito da una guerra brutale contro l’ISIS. Bisogna anche considerare che il Vaticano preparava una visita del genere da decenni, senza però che nessuno dei predecessori di Papa Francesco fosse riuscito a portarla a termine. Al termine dell’incontro, la sala stampa del Vaticano ha spiegato: “La visita di cortesia è durata 45 minuti. Il Santo Padre ha sottolineato l’importanza della collaborazione e dell’amicizia fra le comunità religiose perché, coltivando il rispetto reciproco e il dialogo, si possa contribuire al bene dell’Iraq, della regione e dell’intera umanità.

Il Papa ha ringraziato al Sistani per essersi impegnato, insieme alla comunità sciita, in difesa dei più deboli. L’ayatollah è un leader che ha cambiato la storia del Paese. Nel 2005 un suo invito convinse moltissimi iracheni a partecipare alle elezioni di quell’anno, le prime dopo l’invasione statunitense dell’Iraq e la destituzione del regime sunnita di Saddam Hussein. Insomma, parliamo di un uomo che potrebbe effettivamente portare la pace in Iraq e anche nel vicino Iran. Un incontro dunque strategico e utilissimo.

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