17 Novembre 2017 - 16:46

Papa Francesco, “moralmente lecito rinunciare ai mezzi terapeutici supplemento si saggezza”

indulgenza

Papa Francesco: “La sospensione delle cure non è eutanasia”

Papa Francesco, nel messaggio al convegno sul Fine vita” promosso dalla Pontificia Accademia, ribadisce che i malati terminali non vanno abbandonati ma al contempo è moralmente lecito rinunciare all’applicazione di mezzi terapeutici o sospenderli, quando il loro impiego non corrisponde a quel criterio etico e umanistico, alla proporzionalità delle cure”. 

Equivale a “un supplemento di saggezza, perché oggi è più insidiosa la tentazione di insistere con trattamenti che producono potenti effetti sul corpo, ma talora non giovano al bene integrale della persona”.

Nella Lettera a mons. Vincenzo Paglia e ai partecipanti al Meeting Regionale Europeo della World Medical Association, e citando la Dichiarazione sull’eutanasia del 5 maggio 1980, il Papa ne parla con la consapevolezza dei successi raggiunti dalla medicina in campo terapeutico  Gli interventi sul corpo umano diventano sempre più efficaci, ma non sempre sono risolutivi: possono sostenere funzioni biologiche divenute insufficienti, o addirittura sostituirle, ma questo non equivale a promuovere la salute. Occorre quindi un supplemento di saggezza, perché oggi è più insidiosa la tentazione di insistere con trattamenti che producono potenti effetti sul corpo, ma talora non giovano al bene integrale della persona”  Un’azione, dunque, “che ha un significato etico completamente diverso dall’eutanasia, che rimane sempre illecita, in quanto si propone di interrompere la vita, procurando la morte”.

I senatori a vita Elena Cattaneo, Mario Monti, Carlo Rubbia e Renzo Piano: “Le parole di Papa Francesco sull’accanimento terapeutico e il fine vita, che nella loro ricchezza e articolazione vedono nel paziente, capace e competente, la persona che giudica l’effettiva proporzionalità delle cure, crediamo possano rappresentare un’ulteriore occasione per il Parlamento, di inserire nell’agenda politica del Paese la necessità di dare certezza normativa in questa legislatura alle scelte di fine vita” e riaprono il tema della legge sul biotestamento.