Pesce grasso: perché mangiarlo fa così bene?



omega 3

Il pesce grasso, tra cui il tonno, il salmone e lo sgombro, fa molto bene al nostro organismo: scopriamo insieme tutte le sue proprietà benefiche

Il pesce grasso fa molto bene al nostro organismo!

Una ricerca dell’ American Heart Association ha dimostrato che consumare due porzioni di pesce grasso a settimana protegge da gravi patologie cardiovascolari come infarto, ictus, arresto cardiaco e insufficienza cardiaca.

Secondo gli studiosi il numero perfetto di porzioni di pesce da consumare ogni anno – da 100 grammi ciascuna – è di 104.

Ma per pesce grasso, quale tipologia si intende?

Le specie raccomandate dal team dell’AHA sono quelle ricche di grassi come il tonno, il salmone, lo sgombro, le aringhe, le sardine e la trota di lago, specie ricche anche di omega 3, un acido grasso noto per la protezione offerta al cuore. L’omega 3 riesce infatti a ripulire le arterie dalle pericolosissime ostruzioni. Il pesce, sottolineano gli esperti, non deve essere consumato fritto.

E’ importante sottolineare che sono definiti pesci grassi quelli che contengono oltre il 9% di grassi.
I pesci grassi hanno un apporto calorico che supera sempre le 150 kcal e talvolta oltrepassa le 300 kcal (capitone di allevamento). Questo fa intendere che non sono adatti alla dieta di un soggetto in sovrappeso, ma che comunque risultano un ottimo compromesso per un pasto sano!
Questa specie di pesce è anche ricca di vitamine, soprattutto A e D.

Perchè differiscono dai pesci magri?

La parola dice già tutto: i pesci magri contengono meno del 3% di grassi;  hanno un apporto calorico inferiore alle 100 kcal. Sono ideali per il consumo frequente e in porzioni rilevanti, soprattutto nelle diete ipocaloriche.

I crostacei però (quindi gamberi, molluschi ecc,che appartengono alla specie dei pesci magri) sono particolarmente ricchi di colesterolo. Questo rende inadatti alla dieta dei soggetti colpiti da ipercolesterolemia o con un rischio cardiovascolare elevato.

 

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