“Subito un piano di emergenza per l’edilizia”: la proposta di FederCepi



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Giungono in Parlamento una serie di proposte di FederCepi Costruzioni per affrontare questo momento critico per l’edilizia a causa delle restrizioni per il Covid-19

L’emergenza epidemiologica da Covid-19 ha imposto nei giorni scorsi una serie di importanti e gravi restrizioni a cittadini ed imprese per il contenimento e la gestione della pandemia. Si tratta di limitazioni estremamente intense – necessarie e imprescindibili – che hanno prodotto e stanno ancora producendo effetti devastanti sull’economia e sulla vita dei cittadini e delle imprese.
FederCepi Costruzioni rappresenta, in Italia, 6500 imprese dell’edilizia: si tratta soprattutto di PMI, di quel nerbo vitale dell’economia italiana già duramente provato dalla (mai davvero superata) crisi economica, e che oggi risente particolarmente delle restrizioni imposte dalla pandemia. È fortissimo il timore che per molte di queste aziende, queste restrizioni risultino letali, e che non riaprano mai più i battenti.

“Auspichiamo misure urgenti e straordinarie, che aiutino a superare il momento di enorme difficoltà ed evitare un default finanziario che allo stato appare quasi inevitabile senza azioni incisive ed efficaci di sostegno. Abbiamo elaborato una serie di proposte che a nostro avviso potrebbero supportare non poco le imprese in questo momento di enorme difficoltà e che speriamo possano tramutarsi in provvedimenti legislativi a difesa di un settore strategico e fondamentale per l’economia del Paese”.

Di seguito le proposte presentate dalla Federazione:

  1. Immediato pagamento di tutti i debiti della P.A. (stimati in circa 53 mld di euro) alle imprese, compresi i rimborsi I.V.A., mediante anticipazione (contro garantita dallo Stato italiano), da parte del sistema bancario: il credito potrà essere dimostrato da atti contabili (S.A.L.) e /o fatture, confermate dall’Ente Committente; l’anticipazione del credito da parte delle banche dovrà essere a costo zero per l’impresa creditrice.
  2. Approvazione di una norma generale che differisca di sei mesi, al 30 settembre p.v. tutte le scadenze di pagamento e le obbligazioni pecuniarie ricomprese nel periodo di emergenza (a partire da 12 marzo scorso), anche quelle garantite da titoli di credito.
    Nello specifico, si auspica che con un intervento legislativo straordinario:
    a. Vengano automaticamente prorogate di sei mesi (dal 12 marzo al 30 settembre) le scadenze di tutte le obbligazioni pecuniarie, anche quelle garantite da titoli di credito;
    b. i pagamenti effettuati mediante assegni bancari, durante il medesimo lasso di tempo, siano considerati “promesse esenti da imposte”, a cui si applica la stessa proroga, salvo che il debitore comunichi al creditore di non volersi avvalere della stessa;
    c. tutte le disposizioni di pagamento, mediante intermediari finanziari, sono assoggettate alla medesima proroga, salvo che il delegante comunichi al delegato di non volersi avvalere della stessa.
    Si chiede infine un
    d. espresso divieto di qualsiasi segnalazione, in ogni sede, di qualsiasi mancato pagamento avvenuto durante il periodo dal 12.03.2020 al 30.09.2020.
    e. esonero del pagamento del corrispettivo nei contratti di leasing e di assicurazione, nei casi in cui il debitore, non abbia utilizzato il bene nel periodo dal 12.03.2020 al 30.09.2020 o frazione dello stesso, in relazione alla sua attività lavorativa.

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