PIL Standard And Poor's def
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La tregua dal coronavirus in estate si fa sentire anche sul PIL italiano: +16% nel terzo trimestre. Preoccupazione per questi ultimi mesi

Erano attesi i dati dell’Istat che confermassero le più buie previsioni riguardanti il PIL italiano. E invece si può tirare un breve sospiro di sollievo perché lo scorso trimestre ha visto il PIL in crescita rispetto ai mesi più bui della pandemia. La ripresa estiva, che ormai sembra un lontano ricordo per la ripartenza dei contagi e le nuove misure di contenimento, ha consentito al Prodotto nazionale di rimbalzare del 16,1% rispetto al trimestre precedente chiusosi a -13%.

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Il dato, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è ancora provvisorio ma supera le attese e consente al ministro Gualtieri di affrontare il prevedibile rallentamento dell’ultima parte dell’anno senza l’ansia di rivedere per intero le stime sul 2020. Un trend che ci accomuna al resto d’Europa. Su base annua, rispetto al periodo Giugno-Settembre 2019, l’economia ha invece registrato una contrazione del 4,7%.

Un sospiro di sollievo breve se confrontiamo comunque il dato con gli anni precedenti la pandemia. Attualmente il PIL italiano ritorna ai dati del 2015, perdendo quella agognata crescita percepita negli ultimi 4 anni.

Gualtieri spiega che il “notevole” rimbalzo del PIL nel terzo trimestre “è superiore a quanto stimato dalla maggior parte dei previsori“. Ciò “testimonia la capacità di risposta della nostra economia e l’efficacia delle misure decise dal Governo“. “L’entità del rimbalzo è tale – osserva il ministro dalla Giornata del Risparmio – che la previsione sul prodotto interno lordo contenuta nella Nadef (-9%) resterà valida, anche nel caso in cui nel quarto trimestre si verificasse un calo.

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