Protocollo di Kyoto a 11 anni dalla sua entrata in vigore



protocollo di kyoto

Il protocollo di Kyoto, l’accordo internazionale che vincola i Paesi industrializzati a ridurre le loro emissioni di gas ad effetto serra, oggi compie 11 anni

Abbiamo aspettato otto anni dalla firma per l’entrata in vigore del protocollo di Kyoto, avvenuta il 16 febbraio 2005 ed era la prima volta che i paesi ricchi si impegnavano a ridurre le emissioni di gas ad effetto serra del 5,2 % rispetto ai livelli del 1990, nel periodo 2008-2012. Secondo alcuni report dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, le emissioni dei Paesi firmatari del protocollo sono diminuite del 24% tra il 1990 (anno di riferimento del protocollo) ed il 2012.

I dati sembrerebbero confortanti ma, purtroppo, non sono completamente rappresentativi in quanto nel bilancio ciprotocollo di kyoto sono fattori reali che, se presi in considerazione, inducono una diminuzione di gas-serra pari al 4%, dunque inferiore all’obiettivo prefissato consistente in 5,2%.

Gli elementi che “sfasano” il bilancio del protocollo sono tre:

– vengono inclusi gli Stati del blocco dell’Est la cui economia è crollata intorno agli anni 90 con conseguente diminuzione delle emissioni di gas-serra pari a 40,6% tra il 1990 ed 2012;

– gli Stati Uniti, il più grande produttore di gas ad effetto serra del pianeta all’epoca, firmò ma non ratificò il protocollo;

– il Canada, le cui emissioni sono aumentate del 18,2% nel periodo 1990-2012, si ritirò senza stipulare il protocollo.

E dopo il protocollo di Kyoto? Si sono susseguite altre negoziazioni culminate, nel 2009, nella Conferenza di Copenaghen: un fallimento a causa del disaccordo tra i paesi industrializzati, storicamente responsabili del riscaldamento climatico, ed paesi emergenti, che non intendevano limitare la propria crescita.

Il “risultato” della conferenza di Copenaghen è stata una “dichiarazione politica” non vincolante che ha limitato ad un massimo di 2 gradi il riscaldamento climatico.

Successivamente, nella Conferenza di Doha del 2012, venivano fissate le regole per un nuovo impegno del Protocollo di Kyoto: i Paesi designati dovevano globalmente ridurre le loro emissioni di almeno il 18% tra il 2013 ed il 2020 (anno di riferimento 1990) ma esso ancora essere ratificato da almeno il 75% dei paesi che avevano ratificato il protocollo di Kyoto.

Eccoci giunti al “COP21” tenutosi a Parigi nel dicembre 2015: un summit ONU in cui si è deciso di seguire il cammino intrapreso nel 1992 limitando il riscaldamento globale tra gli 1,5°C ed i 2°C. Le differenze con il protocollo di Kyoto consistono in:

  • assenza di un “meccanismo sanzionatorio” in quanto giudicato inefficace e responsabile dell’uscita di alcuni paesi dal protocollo.
  • applicazione del principio di “trasparenza” ai paesi industrializzati così come ai paesi in via di sviluppo.

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