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Quando viene Pasqua? Come mai ogni anno cade in un giorno diverso? Le motivazioni si leggono nella Bibbia e affondano le radici nell’antica tradizione ebraica

Ogni anno la domanda è sempre la stessa: quando viene Pasqua? A differenza del Natale, dell’Immacolata e di altre importanti festività religiose, la Pasqua cade ogni anno in un giorno diverso. Viene infatti definita “festività mobile” poiché a causa del complesso metodo per calcolare la data di Pasqua, risulta per l’appunto cadere sempre in giorno diverso. Per capire il motivo che giustifica tutto ciò, è importante fare alcuni passi indietro. La data prescelta viene definita in base ad una serie di fattori sia astronomici che religiosi.

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Data di Pasqua nella religione ebraica

Giorno fondamentale per determinare quando gli ebrei festeggiano la liberazione del popolo dalla schiavitù in Egitto, è l’equinozio di primavera (21 marzo). Il primo giorno di luna nuova dopo l’equinozio di primavera, per gli ebrei rappresenta l’inizio dell’anno religioso. La Pasqua (Pesach), quindi, cada esattamente 14 giorni dopo l’inizio dell’anno religioso. Tuttavia le festività durano sette giorni per gli ebrei che vivono entro i confini di Israele.

La tradizione

In questo periodo, un ebreo ortodosso deve seguire una serie di precetti come consumare matzah ed astenersi da qualsiasi alimento che contenga lievito. Il pane senza lievito, pane azzimo, fa parte della tradizione ebraica poiché ricorda ciò che gli antenati consumarono nel deserto durante la fuga dall’Egitto. Importante è anche il digiuno del primogenito maschio o del padre qualora abbia meno di 13 anni, nel giorno prima di Pesach. Questo viene fatto per ringraziare Dio che, durante l’uccisione dei primogeniti in Egitto, risparmiò i figli ebrei poiché popolo eletto. Durante le ultime due sere prima di Pesach vengono eseguiti una serie di rituali a tavola che prendono il nome di Seder, colmi di gesti, rituali e preghiere fatti per rivivere quanto raccontato nella Bibbia.

Data di Pasqua nella religione cristiana

A differenza della Pasqua ebraica, definita Pasqua di Liberazione, quella cristiana viene anche chiamata di Resurrezione. In questo giorno, infatti, si ricorda e celebra l’evento più importante per l’intera teologia del Cristianesimo, ovvero la reincarnazione di Gesù Cristo e la Sua ascensione al Regno di Dio. Anche in questo caso, la data cambia di anno in anno e ciò dipende dall’equinozio di primavera (21 marzo) e anche dall’inizio dell’anno religioso ebraico. Tuttavia, dato che 14 giorni dopo l’equinozio si è in plenilunio, il Concilio di Nicea I stabilì che si dovesse celebrare la prima domenica dopo la prima luna piena della primavera.

Da questo giorno si calcolano molte altre festività religiose. Andando a ritroso, prima di Pasqua si calcolano 40 giorni di Quaresima, lo stesso periodo di tempo che Gesù passò nel deserto. In questo periodo, i fedeli sono chiamati, ogni venerdì, al digiuno e all’astinenza, regola che però si tramuta nell’astenersi dal consumo di carne nei giorni del mercoledì delle ceneri (primo della quaresima) e in tutti i venerdì seguenti.

I giorni precedenti alla Pasqua

Molto importanti sono i giorni immediatamente precedenti alla Pasqua. La domenica precedente viene chiamata Domenica delle Palme, per ricordare la preghiera di Cristo nel giardino degli ulivi. In questa occasione, è usanza benedire in chiesa dei rami d’ulivo ed offrirli in dono alle persone care in segno di pace. Il giovedì ed il venerdì Santo ricordano episodi specifici narrati nel Vangelo. Il Giovedì Santo si celebra infatti l’Ultima Cena di Gesù con i suoi apostoli. Suggestivo è il lavaggio dei piedi che in tutte le chiese il sacerdote fa. È usanza per i fedeli visitare un numero dispari di chiese la sera del Giovedì Santo.

Il giorno successivo, il Venerdì, si celebra la morte di Gesù crocifisso. La funzione religiosa è diversa da tutte le altre e solitamente in chiesa (o anche per le strade adiacenti la chiesa) si effettua la Via Crucis, una serie di tappe per ripercorrere il percorso di Cristo verso il monte Calvario dove è stato poi crocifisso. Il tutto termina la domenica, il giorno di Pasqua, in cui le campane suonano a festa e l’abitudine è quella di riunirsi a tavola e consumare un abbondante pasto a base di agnello.

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