pasqua
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La ricorrenza di Pasqua affonda radici all’interno della cultura cattolica e non solo. Il significato della parola Pasqua ha origini antichissime ed è tuttora molto sentito tra i fedeli. Vediamo di cosa si tratta

Pasqua è la più importante celebrazione liturgica per il cristianesimo. Il significato di questa parola affonda le origini nella tradizione ebraica che pure celebra la Pasqua ma con sostanziali differenze con quella cristiana. Il significato della parola Pasqua deriva, per l’appunto, dal termine ebraico Pesach (pascha, in aramaico) che significa “passare oltre”, “trapassare”. Da qui, per la religione ebraica e per quella cristiana partono i rispettivi significati che tuttora permangono.

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Pasqua, significato per gli ebrei

Per quanto riguarda la Pasqua ebraica, o Pasqua di liberazione, è importante fare un excursus della diaspora degli ebrei che si legge nell’Antico Testamento. Gli ebrei, al tempo degli antichi egizi, venivano abitualmente schiavizzati dai faraoni per la costruzione di piramidi e dei vari monumenti che anche al giorno d’oggi possiamo ammirare. Essendo però il popolo di Dio, attraverso Mosè è avvenuta la liberazione verso la tanto agognata terra promessa. Dio, infatti, afflisse gli egiziani con le famose dieci piaghe d’Egitto in cui la decima prevedeva l’uccisione di tutti i primogeniti maschi. Per far sì che Dio potesse riconoscere le case degli ebrei, questi avevano il compito di sacrificare un agnello e di tingere con il suo sangue le porte delle case. In questo modo poteva “passare oltre”. Qui ritorna non solo il significato originario del termine, ma anche uno dei simboli fondamentali della Pasqua: il sacrificio dell’agnello.

Un altro aspetto importante, sempre riconducibile al significato della parola Pasqua, è la liberazione effettiva del popolo ebraico con Mosè, che aprì le acque per permettere a tutto il popolo di fuggire e raggiungere la terra promessa. Durante la fuga, uomini e donne furono costretti ad attraversare il deserto e a consumare pane non lievitato, il pane azzimo, altro simbolo importante. Per questo motivo, tuttora, gli ebrei ortodossi hanno l’obbligo di consumare, nei giorni della Pasqua (che in totale dura sette giorni), pane azzimo preparato con stoviglie predisposte solo ed esclusivamente a questo compito.

Pasqua, significato per i cristiani

Completamente diverso è, invece, il significa significato della parola Pasqua per i cristiani. L’origine del termine è da ricondurre sempre a quello originale, ma il riferimento è diverso. Per i cristiani, infatti, la Pasqua ricorda la resurrezione di Cristo (da cui il termine “Pasqua di resurrezione”) nel terzo giorno dopo la sua morte. Racchiude in sé tutto il mistero teologico come l’ultima cena, la passione e morte di Cristo ed infine la Sua resurrezione. Attraverso questi episodi, Gesù si è fatto carico del peccato originale dell’Uomo, sacrificando la Sua vita per salvare l’intera umanità.

Tuttavia, esistono alcuni aspetti in comune con la Pasqua ebraica. Secondo le Sacre Scritture, infatti, la morte di Cristo è avvenuta nel venerdì precedente la festa ebraica (sabato, Shabbat) ed è risorto il giorno dopo, la domenica. Nonostante il riferimento alla festa ebraica, quella giudaico-cristiana la spoglia del significato di “attesa del Messia”, poiché il Messia si è incarnato ed è stato immolato.

Questo passaggio è ben chiaro in un passo della lettera ai Corinzi di Paolo: “Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete azzimi. E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato! Celebriamo dunque la festa non con il lievito vecchio, ma con azzimi di sincerità e verità”.

Significato di “Lunedì dell’Angelo” o Pasquetta

Il Lunedì dell’Angelo, detto anche Lunedì di Pasqua o Pasquetta, celebra l’incontro dell’angelo con le donne giunte al sepolcro di Gesù il giorno dopo la sua morte. Secondo le Scritture, Maria di Magdala, Salomè e Maria madre di Giuseppe e Giacomo, si recarono al sepolcro con oli balsamici da cospargere sui resti mortali di Cristo. Qui lo trovarono vuoto, con la pietra che lo chiudeva, spostata. Cercando di capire come questo potesse essere possibile, appare loro un giovane vestito di bianco che annuncia (secondo quanto scritto nel Vangelo di Marco): “Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano deposto. Ora andate ad annunciare questa notizia agli Apostoli”, ed esse si precipitarono a raccontare l’accaduto agli altri”.

Quando viene Pasqua

Come tutti sappiamo, la data di Pasqua non è sempre la stessa: ogni anno cade in un giorno diverso e, in base ad essa, vengono calendarizzate diverse altre celebrazioni liturgiche fondamentali per la religione cristiana, come la Pentecoste e la Quaresima. Anche in questo caso, la data di Pasqua è scelta in base a precise regole che è possibile leggere all’interno delle Sacre Scritture. Fondamentale è che il giorno di Pasqua casa la domenica successiva al primo plenilunio dopo l’equinozio di primavera. Questo è il motivo principale per cui ogni anno, la domenica di Pasqua e tutte le altre ricorrenze liturgiche, cadono in diversi e precisi giorni dell’anno.

Menù di Pasqua

Sempre a partire dal significato di Pasqua e dai riferimenti biblici ad esso correlati, le religioni che celebrano la festività hanno modulato il cibo che viene consumato in quei giorni, nonché alcune tradizioni tramandate di generazione in generazione. Ad esempio, se per gli ebrei è fatto obbligo di consumare pane azzimo, i precetti cristiani impongono l’astenersi dal consumo di carne nei giorni precedenti la Pasqua di Resurrezione (specialmente nei venerdì di Quaresima). In tutto il mondo è tradizione regalare un uovo di cioccolato, anch’esso con radicate origini all’interno della cultura ebraica. In tutta Italia, il giorno di Pasqua porta con sé diverse abitudini alimentari che sono diverse da regione a regione, ma con significati sempre riconducibili alla tradizione tramandata dalle Sacre Scritture. Qui alcune idee sul menù di Pasqua.

Il pranzo di Pasqua nelle varie regioni

Ogni regione ha delle particolari abitudini. Quello che accomuna un po’ tutte è il consumo di carne di agnello o capretto, un forte rimando alla tradizione biblica. Sempre all’insegna dell’opulenza, ogni tavola viene imbandita secondo una precisa tradizione regionale o, addirittura, familiare. Si parte dalla crescia di Pasqua in Val d’Aosta, ai culingiones con formaggio fresco in Sardegna; dalla torta pasqualina ligure, al casatiello napoletano (qui la ricetta); dalla schiacciata pasquale in Toscana all’agnello tartufato in Umbria. Degno di nota è sicuramente uno dei dolci più importanti e amati della tradizione napoletana, ma ormai esportata in ogni regione: la pastiera napoletana (qui la ricetta). Una torta a base di pasta frolla, ricotta, grano ed un incredibile profumo di fior d’arancio. Altro amatissimo e famosissimo dolce è la colomba di Pasqua, di origine milanese.

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