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Settimana decisiva per il Quirinale e le riforme: domani Napolitano dovrebbe formalizzare le sue dimissioni

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Tale iter viaggia in parallelo con le vicende relative all’elezione del nuovo capo dello Stato con Giorgio Napolitano che domani, mercoledì 14 gennaio, dovrebbe formalizzare le sue dimissioni. Questo perché oggi il premier Renzi sarà a Strasburgo per la chiusura del semestre europeo di presidenza italiana.

La macchina della diplomazia si è già messa in moto per la questione del nuovo inquilino del Quirinale che Matteo Renzi punta a eleggere, con l’aiuto di Forza Italia, al quarto scrutinio dove è sufficiente la maggioranza assoluta, cioè la metà più uno, dei voti; nei primi tre scrutini, invece, è richiesta la maggioranza dei due terzi dell’Assemblea, ossia 672 voti, mentre dal quarto scrutinio in poi si scenderà a 505, come detto, la maggioranza assoluta.

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La prima seduta comune delle Camere per l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica potrebbe esserci già il 23 gennaio. Secondo l’ordinamento della Costituzione italiana tra l’addio di Napolitano e l’elezione del nuovo capo dello Stato le funzioni del Presidente della Repubblica saranno in capo al Presidente del Senato Pietro Grasso.

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