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Sembra un attacco alle quote rosa del Governo questo rimpasto pilotato. I ministri che rischiano la carica sono tutte donne

L’alone di protezione che sembrava aleggiare intorno al governo sembra dissolversi ogni giorno che passa. Conte non vive di quella fiducia che aveva contrassegnato il suo Governo durante la prima ondata di Coronavirus. Qualcosa sembra essere andato storto. La parola che oggi riecheggia e rimbomba in ogni angolo del paese: rimpasto.

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Cosa significherebbe per Conte e per la maggioranza al governo andare incontro ad un rimpasto in vista delle riaperture di Natale e delle decisioni da prendere per il nuovo anno? Procediamo con ordine.

Dietro la volontà di un rimpasto del governo c’è ancora lui: Matteo Renzi. Renzi sono mesi che parla, poi smentisce, poi dà il suo appoggio al Governo per poi ritrattare. Ma ora sembra certo. È un progetto accarezzato dall’ex premier da mesi e che ora sembra pronto alla realizzazione. Si perché c’è anche una data ipotetica di quando questo potrebbe avvenire: entro l’Epifania.

La posizione di Conte

Per il premier Giuseppe Conte la parola rimpasto non esiste. Non l’ha mai pronunciata e si oppone a ipotesi come quella di farsi affiancare da due vicepremier, come nella stagione M5s-Lega. Ma è chiaro che lo spettro di un cambio di squadra agita i suoi ministri. Le smentite, perciò, fioccano. Ma l’ipotesi esiste: se ne parlerà, nel Governo, a valle del lavoro sul programma di legislatura e soprattutto sul Recovery Plan, per il quale inizia a delinearsi la cabina di regia.

Rimpasto: quali ministri rischiano

Questo nuovo rimpasto, sempre se si effettuerà, sembra un taglio alle quote rosa del Governo. Ebbene sì tra i vari ministri che rischiano il loro posto, la maggior parte sono donne. Ecco i nomi.

Lucia Azzolina: In cima alla lista dei ministri in bilico. La responsabile della scuola è da mesi nell’occhio del ciclone per la gestione della ripartenza della “fase 2”. Il PD, finora mai ufficialmente, sta spingendo da tempo per una discontinuità, ma Azzolina sarebbe protetta con forza dai vertici dei Cinque stelle. E questa dinamica, nelle trattative tra i due principali alleati di governo, potrebbe anche contribuire a salvare la sua poltrona.

Nunzia Catalfo: La ministra del Lavoro potrebbe essere invece una delle poltrone che il M5S potrebbe essere disposto a sacrificare per favorire un nuovo possibile assetto di Governo. Catalfo non godrebbe di una forte copertura politica. Inoltre, scorrendo quanto fatto dal suo dicastero dal settembre 2019 a oggi, non si trovano molti risultati concreti. A influire, negativamente, c’è anche l’insoddisfazione da parte dei sindacati riguardo l’operato della ministra.

Tra i vari nomi spiccano anche quelli di Paola de Micheli e Paola Pisano rispettivamente ministro delle infrastrutture e dei trasporti per il PD e ministro delle infrastrutture e dei trasporti per il M5S. La poltrona della De Micheli sarebbe sacrificabile in vista della possibilità di spesa sulle infrastrutture utilizzando il Recovery Fund. Mentre per la Pisano il flop con l’app Immuni sembra decretare già una sua sostituzione.

Cosa potrebbe accadere

Se il rimpasto si attuerà e i ministri sopracitati dovessero perdere le loro poltrone, esploderà una vera e propria crisi di governo. Il 2021, anno dell’ipotetica ripresa del paese dopo l’emergenza Coronavirus, potrebbe aprirsi con una crisi e con nulla di concreto portato avanti. Ancora una volta al paese si chiedono sacrifici enormi che la nostra rappresentanza non riesce a replicare. È il paradosso del predicare bene e razzolare maleNel momento di debolezza di una nazione intera al Governo era stato chiesto una maggiore collaborazione con l’opposizione, ma i risultati sono di un Governo incapace di essere coeso neanche al suo interno.

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