Savona ed il piano B per sfidare l’Europa

Paolo Savona Eurozona

Savona illustra il piano B per affrontare la sfida all’attuale assetto europeo. Vantaggi e svantaggi dell’approccio giallo – verde alla realtà internazionale

L’Europa, nella situazione attuale, sembra affrontare una delle maggiori sfide della sua storia a causa del prepotente ritorno degli interessi nazionali e la mancanza di una solidarietà vera e propria fra gli Stati.

Attualmente, con evidednte difficoltà (politica) nell’accettare un organismo dimezzato, anche l’Italia guidata da Giuseppe Conte affronta la sfida come le altre realtà nazionali.

A portare alla luce la strategia – da condurre sotto più fronti – è il Ministro per gli Affari Europei Savona, balzato agli onori delle cronache durante la formazione del Governo con la questione inerente il Ministero dell’Economia.

Attraverso l’esposizione del suo piano B, durante un’audizione alle commissioni di Camera e Senato che si occupano di politiche europee, Savona ha dichiarato che bisogna “essere pronti ad ogni evento” e  che “potremmo trovarci in una situazione nella quale non saremo noi a decidere, ma saranno altri”.

Con questo chiaro riferimento all’atteggiamento europeo che manterrà il nuovo esecutivo, è possibile individuare due elementi che – considerando la strategia attuale – potrebbero generare gioie e dolori futuri alla nostra Nazione.

Facendo riferimento al breve/medio periodo, è evidente capire come il tentativo di imporsi politicamente a livello europeo – come stanno facendo, a rotazione, tutti gli Stati membri sui più disparati argomenti – mostra come, a differenza dei precedenti Governi, si cerca di utilizzare la carte della rivalsa poltica per essere ascoltati a livello internazionale.

Dato il modus operandi attuale, che come detto riprende quello degli altri Stati, si può dire che il comportamento rimarca in sostanza l’unico modo per tentare di strappare qualcosa agli organismi europei che, mai come in questa occasione, si sono rivelati molto deboli.

Proprio l’ultimo punto si ricollega al secondo elemento considerato.

Tutta questa debolezza e tutti questi giochi al rialzo messi in atto dalle Nazioni fino a quando potranno dare i propri frutti?

In pratica, l’andamento a schema libero generato da anni di interscambio bipartisan – tanto nazionale quanto internazionale – ha generato solamento una crisi di gestione della stessa Europa da cui il vecchio continenta stenta ad uscire in buone condizioni.