Sense8: l’empatia declinata in otto volti. Insieme si vince?



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Sense8 brilla su Netflix con due stagioni e sta per essere coronata dalla puntata finale, attesa a giugno. L’ultimo episodio, di due ore, chiuderà il cerchio della serie ideata dai fratelli Wachowski

Sense8 è una serie originale Netflix firmata dai fratelli Wachowski, visionari creatori di Matrix e dal fumettista e sceneggiatore statunitense J. Michael Straczynski.

Dopo due stagioni, reduce da una cancellazione, il progetto sci-fi sta per essere ultimato dalla puntata finale. L’appuntamento è previsto l’8 giugno, su Netflix.

Le distanze si assottigliano se le menti si connettono

La serie racconta di otto sconosciuti che iniziano a sperimentare, nelle loro vite, speciali esperienze di “interconnessione” sia emotiva che telepatica. Scoprono così di essere dei sensate: persone dotate di un un alto grado di empatia, legate visceralmente l’una all’altra. Come tali, possono vedersi, toccarsi, comunicare, sentire quello che l’altro avverte.

Un uomo, Jonas, si offre di aiutarli a scoprire il significato delle loro percezioni. Ma un altro, misterioso ed enigmatico, Whispers, dà loro la caccia.

I protagonisti sono agli opposti sia geografici che culturali, ma le distanze si assottigliano se le menti si connettonoWill (Brian J. Smith) il poliziotto di Chicago, Riley (Tuppence Middleton) la dj islandese, Capheus (Aml Ameen) l’autista di matatu a Nairobi, Sun (Bae Doona) la donna d’affari di Seoul, Lito (Miguel Ángel Silvestre) l’attore di Città del Messico, Kala (Tina Desai) la farmacista di Mumbai, Wolfgang (Max Riemelt) lo scassinatore di Berlino e Nomi (Jamie Clayton) l’hacker transessuale di San Francisco.

La parola chiave è empatia

In Sense8, l’empatia è un motore potente: ogni emozione è condivisa in polifonia e lo spettatore è coinvolto come fosse il nono membro della cerchia dei sensate.

Nella prima stagione, più lenta e descrittiva, i personaggi si mostrano ciascuno nella propria intimità. Sperimentano l’amore, la paura, la rabbia, e la trama orizzontale sembra ripiegarsi sotto il peso delle storie individuali.

L’approccio cambia nella seconda stagione: ogni sensate, ben caratterizzato, è posto in un macrocosmo che abbraccia non solo le singole personalità di ognuno ma anche il loro destino comune. La cerchia si unisce in una lotta condotta contro Whispers e la BPO, organizzazione segreta, incaricata di catturare i sensate per torturarli, o ucciderli.

La difesa dei sensate sfocia in reazione, è guerra aperta. Insieme si vince? L’empatia è messa così a servizio di un fine nobile: la libertà di essere ciò che si è, a dispetto di quanti cerchino di modificare la natura delle cose che non sono in grado di capire.

Un manifesto della diversità: i protagonisti

Sense8 appare come una miscela fluida di elementi eterogenei. Le singole diversità si piegano sotto un un sguardo intimistico, romantico e sensuale, fino ad incastrarsi tra loro. Il puzzle che ne fuoriesce è unico e variegato, rispecchia la complessità dell’umano.

Will e Riley sono coinvolti ormai in una storia d’amore intensa, seppur minacciata da alcune tenebre; Capheus decide di scendere in politica per consegnare al popolo della sua Africa ciò che meriterebbe; Lito deve riscattarsi dai pregiudizi derivanti dalla sua fiera dichiarazione di omosessualità; Sun è alla ricerca di vendetta per tutto il male che le è stato inflitto; Kala e Wolfgang potrebbero essere qualcosa di più se solo muovessero il passo decisivo; Nomi è una latitante, ma conserva un posto fisso nel suo cuore.

Una serie da concedersi come un dono

L’eccentricità degli attimi di gioia, nella loro fresca leggerezza (celebre è la scena del coloratissimo Pride di San Paulo) si unisce presto all’incombere dell’ombra del male.

È così che i confini tra la serie e la vita vera sfumano: Sense8 diventa un’esperienza visiva e sensoriale fuori dal comune, attraverso il potente linguaggio delle immagini. La mancanza di immediatezza può essere una pecca ma la pazienza, alla fine, ripagherà ogni attesa.

Se volete sentirvi vivi e pieni, soli ma in compagnia, unici ma empatici, nella vostra camera e nel mondo, concedetevi questa serie come un dono.

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