Sistema partitico italiano, verso una nuova stagione di forte bipartitismo

Politica Sistema partitico italiano, verso una nuova stagione di forte bipartitismo

Sistema partitico italiano e la nuova eccezione alla regola. Come i dati degli istituti statistici influenzano la realtà

Ormai il dato è stato reso noto praticamente da tutti gli istituti di ricerca statistica e, come prevedibile, il sistema partitico italiano si è avviato verso una nuova stagione evolutiva.

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Con i detrattori del contratto di governo dati praticamente al 60% (circa il 30% sia per M5S che Lega) e i partiti tradizionali in rapida discesa, è stato formalizzato il passaggio all’ennesima situazione sopra le righe.

Considerando un po’ tutte le variabili, infatti, si può facilmente dire che l’Italia sta per varcare la porta del bipartitismo instabile.

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Anche in questo caso, dato il tripolarismo imperfetto imposto a partire dal 2007, è necessario considerare la trasformazione sotto tre punti di vista.

Centro – Destra

Con un Salvini sempre più in rampa di lancio ed un Berlusconi relegato al ruolo di comparsa (accompagnato, stando ai sondaggi, dal movimento della Meloni a quanto pare), nel Centro – Destra si sta compiendo la più grande rivoluzione copernicana mai operata fino ad ora.

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Con il tentativo – neanche tanto invisibile – di saccheggiare FI nel minor tempo possibile, Salvini e compagni stanno cercando di compiere la piena maturazione e portare a termine la conquista della leadership.

Data la situazione in continua mutazione, più che un partito unico lo scenario presente potrebbe portare una forte migrazione elettorale – concependo FI come ormai in declino e FdI come voto sprecato – a favore della Lega (o ciò che ne sarà), contemplando il totale accentramento della coalizione verso un unico partito.

Movimento 5 Stelle

L’esperienza governativa, almeno per il momento, sembra aver avuto il merito esclusivamente di colmare – e molto – elettoralmente le tasche altrui.

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L’unica possibilità per giocarsela fino all’ultimo con la Lega è rappresentata da un sostanziale riallineamento a sinistra, che tanto farebbe piacere a buona parte degli smarriti elettori Pd, e un prosieguo almeno decente nell’esperienza di governo che faccia crescere quel 28% (dato comunque di tutto rispetto) a cui è incollato il M5S attualmente.

Centro – Sinistra

È l’area più legata alle sorti partitiche del maggiore contenitore.

La vittoria dell’uno o l’altro candidato alle primarie del Pd avrebbe solamente il merito di accelerare una qualche scissione – che allo stato attuale potrebbe portare avanti chiunque delle tante parti in causa – e generare il definitivo disastro elettorale.

La sensazione è che ci si presenti ancora con due soggetti che rispetto all’ultima competizione elettorale condividono solo i protagonisti in causa.

Difatti si potrebbe facilmente vedere un polo renziano ed uno che guarda più a sinistra (riunendo ciò che rimane del Pd con ciò che rimane di LeU, Possibile e sigle minori) talmente in caduta libera da autoammutinarsi a suon di fusioni a freddo (parafrasando Guzzanti, portando alla nascita della cosiddetta “sinistra lesionista e la sinistra autolesionista” ).

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Updated on 3 December 2020 - 14:49 14:49