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La storia di Sofia, 22enne vittima di cyberbullismo: “Ho trovato le mie foto su un sito di escort”

“Quello che mi è successo, è accaduto penso a tante altre persone. Mi veniva da piangere, avevo delle crisi nervose. Non ce la facevo più”. Queste sono le parole di Sofia, ragazza di 22 anni vittima di cyberbullismo, che racconta la sua odissea a FanPage.it – nel servizio di Davide Arcuri, iniziata ad aprile 2020.

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Tutto è iniziato il 13 aprile: “Ero qui a casa quando ha iniziato a squillarmi il telefono. Un fattorino di Just Eat mi ha detto che avevo fatto degli ordini che erano da pagare. Mi dico che era strano considerato che io non ho nemmeno un account di Just Eat. Dal 13 al 14 aprile ho passato le pene infernali perché sono venuti diversi fattorini a suonarmi sotto casa fino a mezzanotte e mezza”. Erano state fatte, a suo nome, un totale di 14 ordinazioni per la cifra di 800 euro.

Qualche giorno dopo, succede qualcosa di ben peggiore. Qualcuno, a sua insaputa, ha creato degli annunci sui dei siti di escort. Racconta Sofia a FanPage.it: “C’erano le mie foto, il mio numero di telefono e il mio indirizzo di casa. Il primo sono stata in grado di toglierlo mentre il secondo è ancora presente. Ho scritto al servizio clienti, ma non ho mai avuto nessuna risposta”.

Sofia inizia ad avere delle crisi nervose sapendo che i suoi dati sensibili erano esposti alla mercé di chiunque: “Nessuno dovrebbe vivere con l’ansia che qualcuno si presenti sotto casa. Di gente pazza e in giro ce n’è”.

Continua il racconto nel servizio di Davide Arcuri: Non ce la facevo più. Non è stato per niente bello e non è bello nemmeno tuttora sapendo che c’è ancora quell’annuncio. Quello che mi è successo, è accaduto penso a tante altre persone. Ci sono persone che non denunciano ciò che è successo e arrivano a compiere atti gravi, arrivano al suicidio. Se tante persone denunciano invece e non si nascondono si può cambiare qualcosa”.

Se anche tu sei vittima di cyberbullismo e vuoi raccontare la tua storia (anche anonimamente), noi di CyberZONe possiamo ascoltarti: scrivici a progettocyberzone@gmail.com

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