Gli Stanley Rubik cantano che Kurtz Sta Bene



Gli Stanley Rubik , dopo l’ep “lapubblicaquiete” del 2013, escono oggi con “Kurtz Sta Bene”, il loro disco d’esordio siglato dall’etichetta INRI

I Stanley Rubik escono oggi con Kurtz Sta Bene, un esplicito riferimento al Colonnello Kurtz in Cuore di Tenebra di Conrad , a cui si è liberamente ispirato Francis Ford Coppola in Apocalypse Now, in cui l’ex berretto verde, interpretato da Marlon Brando, impazzisce.

Gli Stanley Rubik sono un trio romano che fa sue “vecchie” e “nuove” sonorità, dando così un profilo sperimentale alle trame dei synth e della mathmusic. C’è nella loro inclinazione rock una forte componente scenica e teatrale, con sfumature tragicomiche che sembrano essere un delay dello stile registico di Kubrik. E proprio il maestro del cinema e il rompicapo del Cubo di Rubik rappresentano il connubio che ispira il loro nome.  Nel 2013 pubblicano per l’etichetta Cosecomuni il loro primo ep “lapubblicaquiete“, ora ritornano con il loro primo disco targato INRI.

I Stanley Rubik cantano che Kurtz Sta Bene
Gli Stanley Rubik cantano che Kurtz Sta Bene

La tracklist di Kurtz Sta Bene si compone di:  Cado, A., Sisma, Distacco, 10&10, Kurtz sta bene, Prognosi, Edipo, Colla di fibrina, Bocca vuota. I testi alludono in maniera onirica alla lotta per l’emancipazione dalle figure-guida, dalle figure opprimenti dei “padri”, per conto di una generazione dubbiosa, ostacolata e spesso frustrata. È una tracklist di lotta. Attualmente in rotazione radiofonica c’è Cado, primo singolo estratto dall’album.

Kurtz Sta Bene è una riflessionespiega la bandsulla nostra realtà al di là della realtà stessa. Uno sguardo onirico su ciò che ci circonda e una visione follemente lucida. Soprattutto, è la nostra prima uscita sulla lunga durata, su cui ci siamo messi alla prova nei due anni intensi di produzione che ci hanno consentito di dire per intero ciò che volevamo e metterci del tutto allo scoperto artisticamente. È solo l’inizio”.

Leggi anche



Articolo precedenteChelsea in crisi, obbligatorio riprendersi
Prossimo articolo“Alaska”, Elio Germano cerca la gloria a Parigi
Avatar
Classe 1986, specializzata con lode in Storia dell'Arte Contemporanea [cattedra di Carla Subrizi, La Sapienza] con la tesi “Trouble Every Day: Tous Cannibales, la voracità da tabù ad arte, dall’arte alla società”. Da sempre interessata all’arte come alla scrittura, e alla comunicazione in genere, scrive di cultura, politica e attualità. Storica dell’Arte, esperta SEO e freelancer per vocazione, attualmente collabora anche con Artribune e Tiragraffi Magazine. Da marzo 2013 cura un personale blog sull’arte: ArtFriche Zone. “Soltanto quando il senso di associazione nella società non è più abbastanza forte da dare vita a concrete realtà, la stampa è in grado di creare quell’astrazione, il pubblico” (Dwight MacDonald).