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Ieri è andata in onda la prima puntata delle fasi finali di X Factor, dalle esibizioni ai giudici ecco il meglio e il peggio

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TOP

ROCHELLE: Rochelle è stata l’autrice di una delle migliori performance della serata, complice l’unica scelta effettivamenete convincente di Fedez, con la sua versione di “Heavydirtysoul” dei Twenty One Pilots. Sorprendente nelle strofe e puntale nel ritornello, ha tenuto il palco come in pochi sanno fare. Perfetta per la squadra di Fedez, interessante realtà e possibile finalista.

SILVA FORTES: Sicuramente uno dei timbri migliori di questa edizione, si confronta con una canzone estremamente difficile da interpretare, senza banalizzare l’originale “The Blower’s Daughter” di Damien Rice. Nonostante la pronuncia imperfetta, come sottolineato da Alvaro Soler, la canzone è stata affrontata con notevole personalità. Sicuramente un gran momento della serata, nonostante le aspettative altissime.

ANDREA: Andrea è già un cantante professionista, non ha nulla a che vedere con un talent show. Timbro interessantissimo, controllo vocale e maturità artistica. “Fake Plastic Trees” è stato forse il brano più coraggioso in gara, chapeau Agnelli, interpretato magistralmente senza snaturare il pezzo storico dei Radiohead.

SOUL SYSTEM: A loro è affidata la prima esibizione di questa prima puntata. Sembra quasi di vedere un’esibizione di un talent d’oltreoceano: credibili nel rap (cosa estremamente difficile nel nostro paese) e impeccabili nel ritornello. Sulle note di “Holy Grail” di Jay-Z e Justin Timberlake si divertono e fanno divertire, ampiamente promossi.

EVA: Il momento più emozionante della serata, Eva in versione sposa, chiude il primo live di questa stagione con un esibizione impeccabile ed estremamente calzante. “Wise Up” suona proprio come dovrebbe, senza inutili variazioni e senza acuti appariscenti. Eva sfrutta pienamente la propria personalità e il proprio “personaggio”.

FEM: L’unico cantante della categoria di Arisa ad essere un serio candidato alla finale grazie all’unica scelta pertinente del suo giudice. Fem si guadagna un posto nei TOP della puntata grazie ad una versione di “Love Runs Out” dei OneRepublic ben eseguita. Riesce a mostrare tutto il suo talento senza strafare, sempre intonato e dentro il brano, con una presenza scenica non scontata per la sua età.

LOOMY: L’ultimo momento da ricordare di questa prima puntata di X Factor è una sorpresa assoluta. Tutti in arena erano pronti a fischiare questo rapper (che ricorda pericolosamente Moreno Donadoni) che invece ha stupito mostrando una buona tecnica, riuscendo a variare ritmo con naturalezza e una notevole sicurezza. Vedremo se riuscirà a confermarsi a questi livelli senza cadere nella banalità tipica dei rapper da talent.

FLOP

GAIA: Intendiamoci, Gaia è uno dei talenti più interessanti di questa edizione, con un timbro eccezionale e un talento cristallino, ma è proprio per questo che oggi rientra nei FLOP. “Fast Car” non ne mette in risalto le qualità, anzi sembra quasi imbrigliarla in una canzone dalla quale non riesce ad emergere se non in brevi tratti. Rimandata, in attesa di un’assegnazione degna del suo talento.

CATERINA: La prestazione è sufficiente, ma quando si canta De André (con lo spettro di Mina sullo sfondo) non si può essere sufficienti. Caterina si sforza di trovare la propria dimensione in questo brano, quasi attaccandolo, ma ci sono brani, come “La Canzone di Marinella” che devono essere affrontati con cautela lasciando che la voce sia al servizio delle parole, senza cercare di ottenere l’effetto opposto.

DAIANA LOU: Questa è stata senza dubbio l’esibizione più complicata da giudicare. L’arrangiamento magistrale di “Back In Black” cozza con la voce della cantante che sembra farsi strada con violenza all’interno di questa serata, forse con troppa violenza. L’esibizione infatti si muove tra genio e fastidio, e sembra tendere per la seconda sensazione. Certo, essere “diversi” ad un talent è spesso un pregio, ma se si calca troppo la mano si rischia di avere invece un grave difetto.

LES ENFANTS: Il secondo gruppo della serata mette in mostra tutti i propri limiti nei primi 30 secondi di esibizione, un esibizione terribilmente piatta e mediocre che non riesce a migliorare con il passare dei secondi. Meritano il titolo di meno votati della prima manche e si candidano seriamente all’eliminazione nella prossima puntata.

DIEGO: Il ragazzo viene presentato come un grande cultore di musica italiana (come se conoscere Battisti sia da critici musicali di fama internazionale) e grande chitarrista, quasi per giustificare la sua presenza sul palco. Si esibisce con “L’Estate di John Wayne” di Rapheal Gualazzi e si dimostra il peggiore della serata, senza personalità e senza doti particolare, un cantante come molti. Dalla sua parte ha solo la giovane età, magari un giorno troverà la sua strada che per ora non sembra essere decisamente questa.

I GIUDICI

MANUEL AGNELLI: Il miglior giudice della serata per distacco. Sempre puntuale e pertinente nei commenti, assegnazioni di grande livello per gli standard dei Talent italiani (Damien Rice, Radiohead e Aimee Mann) e un lavoro magistrale sugli arrangiamenti che rendono freschi i brani originali senza snaturarli. TOP

FEDEZ: Mentre la prima assegnazione (“La canzone di Marinella”) è in teoria giusta e calzante con lo stile di Caterina, la seconda (“Fast Car”) riesce solo a limitare l’enorme potenziale di Gaia. Si riprende con “Heavydirtysoul”, perfetta per Rochelle. TOP

ALVARO SOLER: La prima esperienza del cantante spagnolo non è completamente da buttare, riesce ad arrivare con tutti e tre i gruppi alla seconda puntata, nonostante la scelta palesemente sbagliata del pezzo per i Les Enfants, trovare una canzone adatta ai Daiana Lou è estremamente difficile e “Back In Black” non è una scelta completamente errata, mentre solo la scelta di Holy Grail è pienamente convincente. RIMANDATO

ARISA: Scelte disastrose e fuori luogo, si salva solo quella di Fem.                                                           “I primi Coldplay sono più forti dei Radiohead” e “Fake Plastic Trees sembra una roba da fine concerto”. C’è da aggiungere altro? FLOP

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