Trump la spara grossa



Trump la spara grossa un’altra volta; il miliardario candidato alla presidenza per i Repubblicani dichiara di voler incontrare il dittatore nordcoreano Kim Jong-un e annuncia alcuni dei cambiamenti che apporterà una volta eletto Presidente

Primarie Usa, Trump regala un’altra delle sue proverbiali perle di saggezza. A margine  dei festeggiamenti per la vittoria di Trump in Oregon, il miliardario ha annunciato alcuni dei “punti chiave” del suo futuro operato da Presidente. Sarebbe sua intenzione incontrare il dittatore nordcoreano Kim Jong-un e abrogare la riforma dei mercati finanziari varata dall’amministrazione Obama. Al miliardario mancano appena 100 delegati per raggiungere la soglia dei 1237 che occorrono per la nomination, per cui la sua investitura appare ormai certa.

Il candidato repubblicano Donald Trump sempre più vicino all'investitura ufficiale
Il candidato repubblicano Donald Trump sempre più vicino all’investitura ufficiale

Colpo di scena invece in casa democratica. Il rivale della Clinton, Bernie Sanders, ha perso nel Kentucky con un margine talmente irrisorio da far pensare ad un traguardo al “fotofinish”, mentre ha trionfato invece in Oregon. La nomination della Clinton non sembra poi così scontata quindi, e Sanders mostra che ancora chi lo da per sconfitto si sbaglia di grosso.

Questo sta generando una spaccatura all’interno del partito, con entrambi i candidati decisi a non mollare, con Sanders che non si rassegna a cedere lo scettro alla sua rivale e ingigantisce anche i risultati più irrisori fomentando la rivolta dei suoi sostenitori più accaniti che ancora vedono la Clinton come il mostro da sconfiggere. In attesa della tornata elettorale più importante, quella di giugno in California, si prepara una convention infuocata e non priva di rischi, specialmente da parte dei più radicali dei sostenitori di Sanders, che come in Nevada non esiterebbero ad andare allo scontro, anche fisico.

In casa repubblicana, invece, si fa sempre più quadrato attorno a Donald Trump,  al quale manca ormai solo l’investitura ufficiale. Nonostante i continui attacchi, le indagini sul suo passato e le sue idee “controcorrente”, nonostante le proteste che puntualmente arrivano ad ogni convention, il miliardario dimostra di essere il più forte e dopo aver eliminato uno ad uno gli altri candidati, in quella che è stata la corsa alla nomination più “affollata” degli ultimi anni in casa repubblicana, si prepara alle elezioni di novembre senza paura di fare dichiarazioni scomode e prive di senso. Ma questo fa parte del suo “fascino”, da sempre.

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