Tu prenditi l’amore che vuoi, la lucidità poetica di Cesare Basile

Tu prenditi l’amore che vuoi è il primo estratto dal nuovo album di Cesare Basile, che uscirà su etichetta Urtovox il prossimo 16 marzo.  Una “canzone d’amore, sottratta a debito e colpa, che non chiede permesso d’esser cantata.”

Uscirà il prossimo 16 marzo su etichetta Urtovox “Tu Prenditi l’amore che vuoi e non chiederlo più”, il nuovo disco di Cesare Basile. Registrato presso lo studio Zen Arcade di Catania, il disco vede come musicisti Guido Andreani, Luca Recchia, Massimo Ferrarotto, Simona Norato, Fabio Rondanini ed Enrico Gabrielli dei Calibro 35, Rodrigo D’Erasmo e Manuel Agnelli degli Afterhours.

cesare basileScrivere delle note introduttive per le proprie canzoni è sempre compito grave. Non bisognerebbe mai farlo a disco finito, perché a quel punto il discorso è chiuso, esaurito, riversato in ognuna delle canzoni e nell’unica canzone che il disco stesso rappresenta: non hai più niente da dire e, soprattutto, non vuoi dire più niente; le storie sono lì e da sole dovrebbero raccontarsi. 

Si dovrebbe scriverle all’inizio le note, quando l’idea ti ha sfiorato il cuore e la mente, quando hai incrociato per la prima volta i personaggi, la splendida nebulosa che si fa canzone, disarticolata, l’intima cronaca di una scoperta, la timidezza del primo incontro, ma anche lì c’è bisogno di silenzio. Un nome non va sviscerato troppo a fondo per narrarne la storia.

Organizzare un’idea, spiegarla, giustificarla al mondo, non è compito di chi racconta, è compito dei filosofi, o degli arroganti che hanno sempre chiara la parte del bene e del male.” ha scritto lo stesso Basile a proposito del suo nuovo lavoro.

E in effetti il primo estratto dall’album: Tu prenditi l’amore che vuoi, è una di quelle canzoni che parla attraverso il suo testo, anche se la profondità di ogni strofa non si presta a facili interpretazioni. Parole che arrivano dritte al cuore e alla testa di chi sa ascoltare, in perfetto stile Basile. Una poetica cruda, dissacrante, di una lucidità che spiazza e fa riflettere. Storie ed esistenze intrise di una verità scomoda, che non tutti i cantautori hanno il coraggio di raccontare. E di cui non tutti possono cogliere il senso.

Non è facile parlare di certi argomenti senza scadere nella banalità e nei discorsi di comodo che non portano a nulla. Ma Cesare Basile sa che “questa lunga canzone è racconto di pupari, ladri, cantastorie, travestiti innamorati di Cristo e saltimbanchi della barricata. Un’invettiva di cenci intrecciata ai nomi di chi un nome non ce l’ha, non ha appartenenza né ingaggio, prestazione o valore di scambio. Tessuto di esistenze abusive e ferocemente viventi che, a differenza dell’uomo civilizzato, si mescolano a faccende d’impiccati rifiutando il commercio della corda. Canzone d’amore, sottratta a debito e colpa, che non chiede permesso d’esser cantata.”

Ma lasciamo che sia il testo di Tu prenditi l’amore che vuoi a dirci di più:

Tu prenditi l’amore che vuoi

La carrozza del senato
si trascina coi ruffiani
sulle lapidi lisciate
dal baciamoci le mani
il pudore delegato
annusa l’aria soddisfatto
si accarezza il sottopancia
non contempla la sconfitta

Tu, tu prenditi l’amore che vuoi

Alla fame stan cucendo
la ferita della bocca
la questione dritta in faccia
qui si guarda e non si tocca
stanno attenti che l’orgoglio
trovi posto in gradinata
abbia buoni generali
non si complichi la vita

Tu, tu prenditi l’amore che vuoi

I cecchini sul giornale
quando scostano le tende
ci rivelano feroci
che il mafioso è il sottostante
il padrone che li assolve
ha buon cuore per gli amici
compra bene e con profitto
fallimenti e cicatrici

Tu, tu prenditi l’amore che vuoi

Se una volta i Cavalieri
li chiamarono collusi
sotto sotto ci trovammo
a contemplarli da invidiosi
e a Gennaio come ogni anno
ci puliamo forte i denti
per mangiarci quel che resta
della salma di un perdente

Tu, tu prenditi l’amore e non chiederlo più
Tu, tu prenditi l’amore che vuoi
e non chiederlo più 

Dal 25 Marzo al 12 Aprile 2015 Cesare Basile presenterà il disco dal vivo con I Caminanti, formazione ormai rodata e composta da Rodrigo D’Erasmo, Enrico Gabrielli, Massimo Ferrarotto, Luca Recchia e Simona Norato. Per un paio di date al nord ci sarà anche Manuel Agnelli degli Afterhours al piano ed alla voce.