Ucrainagate: si è dimesso Kurt Volker, inviato di Trump in Ucraina



Trump
immagine da Pixabay

Kurt Volker, inviato speciale della presidenza Usa in Ucraina avrebbe favorito i contatti tra Trump e il Presidente ucraino Zelenskij

L’Ucrainagate fa la sua prima vittima: si tratta di Kurt Volker, inviato speciale della presidenza Usa in Ucraina che secondo la soffiata di un agente segreto avrebbe favorito i contatti tra il Presidente americano Trump (su cui grava la spada di Damocle dell’impeachment) e quello ucraino Volodymyr Zelenskyj in merito all’indagine su Joe e Hunter Biden.

In particolare, Volker avrebbe messo in contatto l’avvocato personale di Trump, Rudy Giuliani con il consigliere presidenziale di Zelenskyj Andriy Yermak.

Dopo numerose telefonate, i due si sarebbero incontrati a Madrid il 1° Agosto, pochi giorni dopo la telefonata tra Trump e Zelenskyj che oggi è al centro dell’indagine formale di impeachment (che sarebbe avvenuta il 25 Luglio)

Tre presidenti di commissioni alla camera, hanno chiesto che i documenti relativi a questa interazione vengano presentati al Congresso entro il 4 Ottobre, a margine delle deposizioni di alcuni testimoni, tra cui anche il dimissionario Kurt Volker.

Non è ancora chiaro invece se Rudy Giuliani testimonierà al Congresso, mentre si difende asserendo di agire da cittadino privato nell’esclusivo interesse del suo cliente e di non aver mai parlato per conto degli Usa. Quel che è certo è che l’avvocato non parteciperà come speaker per gli Usa ad un evento in Armenia che prevede anche la partecipazione del Presidente russo Vladimir Putin.

Nel frattempo, il New York Times riferisce di contatti tra il Presidente americano con Wayne LaPierre, capo della National Rifle Association, potente lobby delle armi, per discutere di finanziamenti da destinare alla difesa dall’impeachment. In campo LaPierre avrebbe chiesto che il Presidente Trump si opponga a qualsiasi legge sul controllo delle armi.

 

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