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La UEFA, dopo le recenti polemiche, ha spiegato i motivi dell’assenza della tecnologia nelle partite di qualificazione al Mondiale 2022

La UEFA si è finalmente espressa su un argomento che in questi giorni ha fatto tanto parlare: l’assenza della VAR e della Goal line nelle partite di qualificazione al Mondiale 2022.

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Tutto nasce da due episodi che hanno avuto come protagonisti altrettanti giocatori della Juventus quali Matthijs de Ligt e Cristiano Ronaldo. I due atleti si sono visti negare due clamorosi gol in Turchia-Olanda e Serbia-Portogallo. Due incidenti che la Goal line technology avrebbe facilmente potuto evitare. La UEFA, per quanto riguarda le sole partite delle squadre europee, ha escluso l’impiego del dispositivo. Se ne riparlerà dunque solo nella fase finale del torneo.

E non sono mancate le frasi di dissenso. Dopo lo sfogo di Ronaldo, infatti, anche il CT del Portogallo ha dichiarato: “Ho detto all’arbitro in campo, con grande rispetto, che è inaccettabile giocare una partita di qualificazione ai Mondiali senza il VAR e la Goal line technology”.

Il comunicato della UEFA

In un comunicato diffuso attraverso l’Associated Press, la UEFA ha deciso di rispondere facendo riferimento alla pandemia globale per spiegare le tappe che hanno portato a questa decisione: “Nel 2019, la UEFA ha proposto alla FIFA l’implementazione del VAR nelle qualificazioni ai Mondiali. L’impatto della pandemia sulle possibilità operative e logistiche ci ha costretti a ritardare tale implementazione sia nella fase a gironi dell’Europa League, sia nelle qualificazioni europee per Qatar 2022”. Il VAR non era in uso anche nella fase a gironi della UEFA Nations League nell’autunno del 2020 e quindi fino ad oggi non è mai stato utilizzato nelle partite della fase a gironi di qualificazione per squadre nazionali UEFA”.

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