Uno a zero per Hillary



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Uno a zero per Hillary. La Clinton vince il primo confronto tv e vola nei sondaggi. Complice forse il completo rosso fuoco che ha ipnotizzato l’avversario e il pubblico

Uno a zero per Hillary. Nella notte italiana, intorno alle 2:30 i due candidati alle presidenziali americane hanno affrontato il primo dibattito televisivo punto a punto.

Quello del confronto faccia a faccia è una tradizione della corsa alla Casa Bianca fin dai tempi di Kennedy, che per primo sfidò Nixon in diretta tv e vinse anche grazie alla fronte imperlata dell’avversario, che gli americani non hanno evidentemente perdonato a Nixon, considerandola una manifestazione psicosomatica di debolezza e mancanza di freddezza nelle situazioni difficili. Il confronto tra i due candidati è molto sentito dagli americani, che li scrutano e ne analizzano ogni mossa, dall’abbigliamento al numero di sorrisi al movimento delle mani: la credibilità si gioca tutta lì, in un confronto che non ammette eccessi e che arriva a non avere al suo interno alcun tipo di pubblicità, per non distrarre il pubblico e i duellanti.

Uno a zero
Uno a zero per Hillary secondo i primi sondaggi seguiti al confronto televisivo

 

Il primo sondaggio in assoluto, quello della Cnn, instant poll, effettuato su un campione di telespettatori, dice che la candidata democratica vince per uno a zero sul repubblicano, con il 62% delle preferenze, ma si tratta comunque di  sondaggi effettuati troppo “a caldo” e non veritieri. Bisognerà attendere che l’elettorato metabolizzi quanto detto dai due candidati e poi si potrà di nuovo interpellare e chiedere chi effettivamente preferirebbero alla guida del Paese.

I temi affrontati

Vari i temi che andavano approfonditi, e i due candidati non si sono risparmiati. Mettendo da parte la sua aria da prima della classe, Hillary Clinton ha contestato punto per punto le dichiarazioni di intenti che l’avversario aveva messo in campo fino a quel momento, dalla mancata pubblicazione della dichiarazione dei redditi (come fa da sempre ogni candidato), alle sue personali e discutibili opinioni sulle donne.

Un netto uno a zero fatto di contenuti e di affondi a Trump, come quello riguardante la ricetta per risanare l’economia che il magnate ha sempre ripetuto in questi mesi di campagna elettorale: meno tasse ai ricchi. Una follia secondo la Clinton, che ha paragonato questa formula a quella di Bush senior, che fu decisiva per trascinare il Paese nel baratro della crisi del 2008. La ricetta di Hillary, invece, è nettamente diversa e meno banale: rialzo del salario minimo e università gratuita per i meno abbienti.

Donald Trump ha comunque degli assi nella manica e sa come prendere gli americani affrontando alcuni dei temi che stanno più a cuore alla popolazione in questo particolare momento storico. Il terrorismo e la presenza dei rifugiati nel Paese sono due temi cardine della politica estera del tycoon, che ha bocciato nettamente quella di Hillary quando era segretario di stato durante la prima amministrazione Obama.

Ciò che però ha reso possibile l’uno a zero di Hillary Clinton è stata l’ennesima, cronica, mancanza di concretezza da parte di Donald Trump, la mancanza di dettagli sul suo programma, l’assenza di spiegazioni concrete e intenti reali. Quello che il repubblicano chiede agli elettori è la fiducia, la fede in lui, nel suo carattere, nel suo modo di fare, che gli americani hanno imparato a conoscere negli anni grazie alla sua esposizione mediatica costante. Solo questo, secondo Donald Trump, sarebbe necessario per farlo eleggere, ma i primi sondaggi non sono completamente daccordo.

L’esperienza politica trentennale di Hillary potrebbe prevalere sul “panem et circenses” proposto da Trump, e quello di questa notte potrebbe essere solo il primo uno a zero che porterà Hillary alla vittoria finale.

 

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