Uzbekistan: uno dei paesi più affascinanti dell’Asia centrale



A ZONzo resta in Asia e va alla scoperta dell’Uzbekistan, dei meravigliosi paesaggi desertici, della incantevole architettura islamica e dell’immensa ospitalità della popolazione

La Repubblica dell’Uzbekistan è stato il crocevia della famosa via della seta, e tutt’ora rimane uno dei paesi più affascinanti da visitare.

Uzbekistan

L’Uzbekistan, o meglio la Repubblica dell’Uzbekistan, è uno stato dell’Asia Centrale che ha come capitale la città di Tashkent. È circondato da: Afghanistan, Kazakhstan, Kirgizstan, Tadjikistan e Turkmenistan.

Il territorio è diviso in dodici province più una repubblica autonoma, ed è in linea di massima un territorio pianeggiante tranne che nella parte centro-settentrionale dove si trova il deserto del Kyzylkum, uno dei più vasti del mondo.

Il clima è di tipo continentale desertico, ovvero gli inverni sono molto freddi e e le estati molto calde; autunno e primavera sono, invece, stagioni umide, e considerate le migliori per visitare questo stato (sempre facendo attenzione alle escursioni di temperatura tra il giorno e la notte: che vanno dai 20 ai 30 gradi di giorno ai 15/20 gradi di notte).

L’Uzbekistan nell’antichità fu il crocevia della famosa “via della seta”: essa rappresentava l’insieme di collegamenti marittimi e terrestri che connettevano la Cina all’Impero Romano, e quindi l’Oriente con l’Occidente. Grazie alla via della seta, le città che essa toccava sono diventate il punto di scambio di culture, religioni e tradizioni diverse. Tra queste città non si possono non citare Samarcanda, Bukhara e Khiva, nominate anche Patrimonio dell’UNESCO.


UzbekistanSamarcanda, che significa “fortezza di pietra”, è una delle più antiche città al mondo, fondata probabilmente 2750 anni fa. La città raggiunse il suo splendore grazie al condottiero e conquistatore mongolo-turco Amir Temur, meglio conosciuto come Tamerlano, che fece della città la capitale del suo impero. Samarcanda è l’espressione della più fine architettura islamica e proprio qui si trovano le principali costruzioni tipiche di questa architettura, ad esempio il Mausoleo Gur Emir, tomba di Tamerlano, l’osservatorio Ulug Bek che prende il nome dal nipote di Tamerlano, Ulughbek, considerato uno dei migliori astronomi del tempo.

Uzbekistan
Registan

Altro simbolo della città di Samarcanda è l’imponente Registan, costituito da tre grandi costruzioni (madrassah) che rappresentano i lati di una piazza; il Registan è uno dei siti più imponenti dell’Asia Centrale. Durante l’estate, nella piazza del Registan ogni sera si tiene uno spettacolo che racconta la storia della città, conosciuto come “Le luci e la musica”.

Anche Bukhara riprende lo stile architettonico di Samarcanda, trasportando i viaggiatori in un’atmosfera da “le mille e una notte. Oltre che dare un’occhiata ai siti storici più importanti tra cui il Mausoleo dei Samanidi, il minareto Kalyan, la moschea Magoki-Attori, l’Arc, la Madrassah di Ulughbek, il complesso Lyabi Khovuz, merita un’occhiata anche il Bazar dove è possibile acquistare meravigliosi tappeti.

Khiva, come Samarcanda e Bukhara, è un’esplosione di palazzi, mausolei e moschee in legno e terracotta, finemente intagliati e laccati; i monumenti più famosi della città sono il Tosh Hovli o la residenza dello Scià del Khorezm, Jum’a Masjid (“moschea del venerdì”), Kalta Minor, il minareto incompiuto, il Minareto di Islam Khodja ed il mausoleo di Pahlavan Makhmud.

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Khiva

Ultima ma non per importanza è la capitale dell’UzbekistanTashkent.

Tashkent è il cuore pulsante della nazione, il centro culturale ed economico che conta più di 2 milioni di abitanti, oltre che il centro di trasporti del paese. Da qui partono treni da e per tutto il paese, collegando la nazione anche con la Russia e qui sorge un aeroporto per voli internazionali da e per Mosca, Londra, Pechino e così via.

Uzbekistan-Tashkent
Tashkent

Tashkent ha un clima tipicamente continentale con inverni freddi ed estati calde e secche. I monumenti architettonici sono pochi rispetto alle altre città, ma sono comunque ben conservati e si concentrano in quello che viene considerato il centro.

Vi sono molti teatri da visitare e per conoscere la cultura e la tradizione del paese il museo più importante è il Museo delle Belle arti dell’Uzbekistan.

A Tashkent, come nel resto dell’Uzbekistan, la lingua ufficiale è l’uzbeco seguito dal russo, utilizzato per le comunicazioni commerciali e tra le varie etnie, e dal tagico. Tashkent è una capitale moderna con un centro cittadino sviluppato e ben organizzato.

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Tashkent

La cultura è una cultura principalmente di stampo musulmano, la religione musulmana è anche la prima religione del paese e permea tutti gli aspetti della vita quotidiana. Il piatto tipico della cucina uzbeca è il plov, ovvero riso misto a piselli, uva sultanina, mele cotogne, carne di pecora soprattutto cotta alla brace; a questo si aggiungono il famoso kebab accompagnato da pane che è conosciuto con il nome di non, tanta frutta secca e fresca e yogurt.

Una delle qualità del popolo uzbeco è sicuramente l’ospitalità: gli uzbeki sono gentili e disponibili in particolar modo con gli stranieri che accolgono come persone di famiglia.

L’Uzbekistan si trova in un’aerea non proprio dietro l’angolo rispetto all’Italia o all’Europa, inoltre alcuni territori del paese, soprattutto quelli che confinano con gli altri stati, sono oggetto di continui attentati e guerriglie tra etnie; la Farnesina stessa sconsiglia di recarsi in questi posti onde evitare spiacevoli incidenti.

Se si decide di visitare queste zone è bene affidarsi a gruppi organizzati che si appoggiano a guide locali: il problema principale è la comunicazione, una volta arrivati in Uzbekistan, a meno che non si parli l’uzbeco fluentemente è sempre meglio affidarsi a persone che ci vivono, e che quindi conoscono il posto.

A parte una certa dose di cautela e attenzione, che è necessaria in viaggi in queste zone del mondo, l’Uzbekistan è un paese meraviglioso, ricco di magia, pieno di ospitalità e centro della storia antica e di civiltà affascinanti.

 

Michela Gismondi

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