Vaccini, l’obbligo resta ma anche l’autocertificazione. I presidi in protesta



Giornata Mondiale Infanzia

Dopo il passo indietro del governo sull’abolizione dell’obbligo per i vaccini, arriva l’ok anche per l’autocertificazione fino a Marzo. I presidi dissentono

Proprio nei giorni in cui il governo stava per rendersi partecipe e complice di disinformazione e infondate paure, arriva salvifico il placet all’obbligo sui vaccini. Grazie alla legge Lorenzin, sarà necessario avere una completa copertura vaccinale per poter frequentare i primi livelli di istruzione. Grazie alla legge Lorenzin, inoltre, diminuiscono i casi di contagio di malattie come il morbillo e, finalmente, anche l’Italia si avvicina alla soglia dell’immunità di gregge fissata al 95% (al momento siamo al 91%).

Una questione burocratica continua però a destare preoccupazioni. Nell’imminenza dell’inizio dell’anno scolastico, il pericolo di intasare Asl e uffici competenti sarebbe stato pressoché realistico. Migliaia di genitori coscienziosi, che hanno cioè vaccinato i figli, impiegherebbero ore prima di ottenere tutti i documenti necessari. Per questo motivo la proposta dell’autocertificazione è stata portata avanti e, nella giornata di ieri, ha ricevuto l’ok.

Per consentire l’avvio delle lezioni, basterà presentare un documento in cui si dichiara che il bambino ha effettuato tutti i vaccini obbligatori. Questo documento sarà valido fino al prossimo marzo, data ultima per presentare i certificati richiesti. Mentre i Nas sono al lavoro per dimostrare l’autenticità delle autocertificazioni (finora 15 sono risultate false), i presidi dissentono.

Il mese di marzo sembra eccessivo ai dirigenti scolastici per due motivi: innanzitutto già buona parte dei genitori ha presentato i documenti e quindi dicembre sembrerebbe più idoneo; inoltre, da gennaio avvengono le iscrizioni all’anno scolastico 2019/2020, quindi si accavallerebbero le due scadenze. È quello che dichiara all’Ansa il presidente dell’associazione nazionale presidi Antonello Giannelli.

Prima di allora, in ogni caso, il ministro della salute Grillo ed il governo auspicano di trovare una soluzione sistematica al problema, in modo da snellire questa fastidiosa ma necessaria burocrazia.

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