UNSPECIFIED - CIRCA 1950: Photo of Nina Simone Photo by Tom Copi/Michael Ochs Archives/Getty Images

What happened, Miss (Nina) Simone è un documentario diretto dalla filmaker americana Liz Garbus, candidato agli Oscar 2016. Una ricostruzione ponderata e emotivamente densa di concerti, interviste, pensieri e della vita privata di Nina Simone, raccontata dalla figlia, dagli amici e da altri artisti della black music

[ads1]

Potrebbe interessarti:

Nina Simone, nome d’arte di Eunice Kathleen Waymon (Tryon, 21 febbraio 1933 – Carry-le-Rouet, 21 aprile 2003), è nota sia come straordinaria interprete che come tenace femminista e attivista per i diritti civili. Fin da bambina aveva rivelato una voce intensa con un grande talento da pianista. All’epoca riuscì a prendere lezioni di piano grazie all’interesse della comunità (di colore) locale che promosse una fondazione per consentirle di proseguire gli studi musicali a New York.

What happened around Nina Simone ?

Il talento e la passione per la musica la portano, nei primi anni cinquanta, a lavorare come pianista-cantante in vari club, ottenendo i primi successi. Fu per lei forte l’influenza della sublime voce e dello stile di Billie Holiday, ma in Nina Simone rimase preponderante l’idea del pregiudizio razziale del profondo Sud negli anni quaranta, aspetto che la condizionerà per molto tempo.

Eunice Kathleen Waymon  dalla Carolina del Nord, agli esordi musicali si orienta verso il jazz, cambiando il suo nome in Nina Simone, in onore di Simone Signoret. Un carriera che sacrificò per il suo impegno politico, affermando la sua voce intensa, profonda e graffiante a servizio della lotta alle discriminazioni razziali. Nel 1963 iniziò a lavorare stabilmente con la Philips ed è questo il periodo in cui registra alcune delle sue canzoni più incisive, come Old Jim Crow e Mississippi Goddam, che diventano inni per i diritti civili.

What happened around Nina Simone ?Lascia gli Stati Uniti verso la fine degli anni sessanta: un esilio forzato legato all’idea che l’FBI e la CIA ostacolassero volutamente la risoluzione definitiva del razzismo. Inizia così la fase del declino, segnata dal bipolarismo: sono gli anni in cui si rifugia in Europa.

Il documentario What happened, miss Simone? è stato prodotto da Netflix, realizzato con montaggio di concerti, interviste, citazioni tratte dal suo diario personale, definendo l’amicizia con Malcolm X e Martin Luther King, l’oblio e gli aspetti più privati della sua vita con Andrew Strout, l’ex marito-manager violento e opportunista, nel segno indelebile del bipolarismo lungo l’arco della sua carriera, dal 1954 al 2003. Il video-racconto ha l’impronta anche di Lisa Simone Kelly, l’unica figlia, che è la voce narrante della storia pubblica e privata della grande artista.

What happened around Nina Simone ?E dopo What happened, Miss Simone? , il 22 aprile uscirà negli USA, Nina, il biopic su Nina Simone, diretto da Cynthia Mort e con protagonista Zoe Saldana. La scelta ricaduta su Zoe Saldana, dopo che già nel 2010 si era pensato a Mary J. Blige, ha attirato le critiche di Lisa Simone Kelly. Il film si concentra sul periodo in cui Nina Simone ha vissuto in Francia, tra l’evanescenza artistica e il sostegno alla causa afroamericana e femminista, fino alla sua morte il 21 aprile 2003, estenuata dalle complicazioni di un cancro al seno.


Perché dovreste vederlo

What happened, Miss Simone? non è il primo prodotto cinematografico intorno alla sua figura, infatti è preceduto da Miss Nina Simone: la leggenda (1992) di Frank Lords. E all’orizzonte già si prevedono due biopic, Nina di Cynthia Mort in uscita il 22 aprile e un altro entro la fine dell’anno. Prevista anche l’uscita di un disco-tributo, Nina Revisited, con omaggi anche di  Lauryn Hill e Mary J. Blige, intervistate anche nel documentario. Tutti questi “eventi” riporteranno in auge la sacerdotessa della musica black, anche attraverso il pregiudizio, l’abuso e la rabbia che infiammarono la sua vita come la sua voce. La sua causa, è quella di una generazione, una questione ancora tristemente sentita e nota in America. Quindi chi non la conosce farebbe bene ad informarsi. Chi la conosce e la ama, potrà rinfrescare la memoria e catalizzare l’ascolto.

Perché probabilmente vi piacerà

Il documentario è permeato dall’aura leggendaria di un’artista tormentata e geniale, restituendoci il sogno di una bambina che voleva diventare la prima concertista classica nera d’America. Un lavoro denso e accorato che trasfigura l’immagine di Nina Simone in mito. Anche se per gli appassionati peserà l’assenza di due tra le sue best song: Mississippi Goddam, inno dei diritti civili,  e Four Women,  ispirata alla condizione  e alle violenze subite dalle donne nere.

[ads2]

Letture Consigliate