Doctor Who 10×04 “Knock Knock” – Recensione

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Doctor Who torna sulla BBC One con "Knock Knock", quarto episodio della decima stagione del longevo show.

Doctor Who torna anche questa settimana con un episodio all’apparenza creepy, ma con inaspettato ed emozionante colpo di scena finale

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Knock Knock’ ha tutto ciò che una classica storia horror deve necessariamente possedere per essere definita tale: un’enorme villa infestata, un gruppo di ragazzi ignari di tutto e un plot twist finale inaspettato. Ed è proprio questo il suo obiettivo, fin dal primo minuto dell’episodio.

Trama

Bill e alcuni dei suoi amici decidono di andare a vivere insieme e trovano quella che sembra essere la casa perfetta. Tuttavia, l’affitto assurdamente a buon mercato e un padrone di casa decisamente raccapricciante (interpretato dalla guest star David Suchet) lasciano pensare che la felicità domestica potrebbe non essere ancora sulle carte. Per questo motivo, il Dottore crede che qualcosa sia seriamente sbagliato nella nuova casa e nel suo padrone. L’abitazione è caratterizzata da strane correnti d’aria e i pavimenti sono stranamente scricchiolanti, tutto ciò senza considerare la torre minacciosa trovata nel cuore del palazzo e che non sembra avere un ingresso. Che cosa si nasconde nella strana torre al centro dell’edificio e perché non possono trovare un modo per entrare in esso?

Lo stereotipo necessario

Fino a qualche minuto prima del finale, la 10×04 di Doctor Who sembra un episodio con tutte le

Poster dell’episodio

caratteristiche del genere di cui vuole trattare, senza però mai rischiare troppo: i coinquilini di Bill sembrano personaggi abbastanza stereotipati,  tanto che le loro azioni corrispondono pedissequamente a quelle che tutti i protagonisti di un classico film horror farebbero, la casa funge da ambientazione perfetta e coerente con l’immaginario collettivo della classica grossa abitazione a poco prezzo che nasconde oscuri segreti e, soprattutto, il ritmo cresce in maniera costante fino alla risoluzione finale. Nonostante questi stereotipi siano effettivamente ormai fin troppo utilizzati (anche in altri episodi, come ad esempio la 7×09, “Hide”, ne aveva la maggior parte di essi), in questo episodio sembrano volutamente rimarcati per dare, paradossalmente, un tocco di originalità alla storia stessa, grazie al finale che rivela che il vero obiettivo dell’episodio sia totalmente un altro…

La dipendenza d’amore

Anche questa settimana assistiamo ad una nuova descrizione di dipendenza, forse quella più emozionante ed inaspettata (per le premesse iniziali della puntata stessa): l’amore incondizionato di un figlio nei confronti della propria madre. Un amore che va oltre il tempo, oltre i sentimenti nei confronti di qualsiasi altro essere umano, oltre la vita stessa della persona che lo prova. Cosa può esistere di più profondo e genuino dell’amore che si prova nei confronti della persona che ti ha dato alla

Bill e Twelve in “Knock Knock”

luce? Come si fa a giudicare con critica e oggettività un essere umano che ha per decenni privato della vita dei giovani innocenti per continuare ad alimentare quella della persona che continua a dare senso alla propria? Queste sono solo alcune delle riflessioni che questo meraviglioso e commovente episodio ha permesso noi di elaborare. Il dottore e Bill assistono alla fine di due vite indissolubilmente legate con espressioni distrutte ma al tempo stesso meravigliate. Il dottore,però, non è nuovo a scene di questo tipo: una situazione simile, anche se in un contesto completamente differente, gli era capitata in “The Empy Child”/”The Doctor Dances” (1×09/1×10), episodi divenuti iconici e i primi ad essere stati scritti da Stephen Moffat, ora alla sua ultima stagione da showrunner della serie. L’amore e le nefaste azioni dell’uomo compiute per il rischio della sua degenerazione sono elementi cardine dell’essere umano e, magari, le motivazione più importanti che spingono il Signore del Tempo a preferire il nostro pianeta in confronto a tutti quelli che potrebbe visitare nel tempo e nello spazio. 

Teoria sulla risoluzione della trama generale

Chi dimora nel caveau? Man mano che ci avviciniamo alla risoluzione, gli episodi ci danno sempre più informazioni sull’identità del prigioniero del caveau, specialmente in questo ultimo capitolo. Le teorie che circolano sul web sono tante e hanno, nella maggior parte dei casi, come risoluzione la presenza del maestro di John Simm  nella stanza all’interno della quale il dottore entra a fine episodio. Ma se in realtà non si trattasse di lui? Se in realtà la prigioniera fosse Susan, la nipote del Dottore e primissima companion della serie classica, iniziata nel 1963? Le avvisaglie ci sono tutte: abbiamo visto una foto della ragazza sulla scrivania del dottore in “The Pilot”, Bill chiama “nonno” il dottore per tutta la durata di “Knock Knock”, così come lo stesso si rivolge a colui/colei che risiede all’interno del caveau come se anche questa conosca le sensazioni di chi viaggia nello spazio e nel tempo, come se volesse raccontare ad una nipote una storia prima di andare a farla dormire. Come mai, però, la ragazza dovrebbe provare piacere ad ascoltare la storia di giovani studenti “mangiati” dalle mura di una casa? La soluzione è semplice e al medesimo tempo scioccante: Susan, come il maestro, ha

La foto di Susan sulla scrivania del Dottore in “the Pilot”, primo episodio della decima stagione

completamente perso il senno a seguito della visione del time vortex, del flusso temporale che tanto attrae ma distrugge. Lei è stata rinchiusa all’interno di questo caveau dopo aver compiuto un gesto ignobile, ancor più atroce di tutti quelli compiuti dal maestro nel corso dei secoli. A Twelve è stato affidato il compito di sorvegliarla, a costo di non uscire mai dalla terra. Egli l’ha salvata dalla pena di morte, con l’obiettivo di farla rinsavire. Per questo sceglie Bill, una semplice ragazza che assomiglia profondamente a sua nipote prima della sua metaforica “morte”: spera profondamente che grazie a lei Susan possa tornare ad essere quella di un tempo. Nardole è stato, quindi, ricostituito dal dottore dopo avergli giurato che l’avrebbe aiutato a sorvegliare la prigioniera. Il dottore gli ha salvato la vita, e se vuole continuare ad essere da lui perfezionato (ricordiamo la perdita del bullone ad inizio 10×01), dovrà obbligatoriamente essere il “maggiordomo” del timelord fino alla risoluzione dell’enorme problema. Se fosse così, si giustificherebbe sia la presenza del Maestro e di Missy (i tre rintocchi dal caveau della 10×03 sono forse un riferimento al fatto che la persona che vi risiede sia come il maestro, ma non esattamente il maestro?) nonché le dichiarazioni di Capaldi sul fatto che la sua rigenerazione sarà la più particolare di tutte. La “battaglia peggiore che il dottore abbia mai vissuto” sarà proprio contro sua nipote? La rigenerazione avrà a che vedere con questa storia? Il rumour sulla presenza del primo dottore nello special natalizio 2017, ultimo episodio sia di Capaldi che di Moffat, verrà giustificato proprio attraverso la storyline di Susan? Certo, tutto questo sarebbe folle, ma perfettamente in linea con gli standard a cui Moffat ci ha abituati dalla quinta stagione in poi. Non ci resta che aspettare.

Considerazioni finali

“Knock Knock” è un episodio in linea con i precedenti di questa decima stagione: una trama semplice e lineare, un grande messaggio finale e la prosecuzione della conoscenza tra il dottore e Bill Potts. Dal prossimo episodio anche Nardole si unirà finalmente al team per un’avventura nello spazio. Chi, come me, non vede l’ora? Alla prossima settimana!

 

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