Oggi, 25 Maggio 1953, Gaetano Scirea avrebbe compiuto 65 anni. Riviviamo gli anni d’oro della sua carriera, culminati con una morte tremenda durante il viaggio di ritorno verso Varsavia

Un fuoriclasse raro, inarrivabile. Per la raffinata eleganza con cui stava in campo e per l’educazione e l’onestà con cui affrontava la vita. Come giocatore della Juventus ha vinto tutto. Come uomo è stato un modello di dolcezza e integrità, una persona leale e gentile.”

Queste sono le parole della Juventus, nel ricordare Gaetano Scirea, uno degli ultimi campioni amato e desiderato per la sua lealtà, rispetto ed eleganza che faceva trapelare in ogni momento della sua vita, dentro e fuori dal rettangolo di gioco.

Grazie al canale privilegiato allora esistente tra Atalanta e Juventus, la società torinese, che già lo teneva sotto osservazione dall’esordio nella massima serie, lo acquistò dal presidente Bortolotti nell’estate del 1974 per 700 milioni di lire più i cartellini di Giorgio Mastropasqua, Gian Pietro Marchetti e la comproprietà di Giuliano Musiello.

Nei suoi anni gloriosi alla Juventus, sotto la guida di Trapattoni, formava con i compagni di reparto Zoff, Gentile e Cabrini, una delle linee difensive più forti della storia del calcio, ancora ricordata dai nostalgici e romantici di questo sport. Alla Juventus ha vinto sette scudetti e si è laureto come primo giocatore ad aver vinto tutte le maggiori competizioni Uefa per club. Detenne per molto tempo il record di presenze con la “Vecchia Signora” e vinse il Mondiale 1982 da protagonista.

Secondo Gianni Brerail povero Scirea era dolce e composto, di una moderazione tipica del grande artista. Non era difensore irresistibile né arcigno, era buono, ma completava il repertorio con sortite di esemplare tempestività, a volte erigendosi addirittura a match winner“. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Giampiero Mughini, per il quale Scirea “era un giocatore che parlava poco, e questo anche quando sarà reputato il più grande libero del mondo“.

Si ritirò all’età di 35 anni per dare spazio ad altri giovani emergenti, intraprendendo la carriera da allenatore e terminando la carriera da calciatore senza ricevere neanche un’espulsione.

Il 3 settembre del 1989 è il giorno che nessuno vuole ricordare, un incidente spaventoso causa la morte di Gaetano Scirea. Da allenatore in seconda alla Juventus, viene incaricato di visionare la prossima avversaria in Coppa Uefa, il Gorik Zabrze, recandosi in Polonia. Durante il viaggio di ritorno verso Varsavia, dove avrebbe dovuto prendere il volo verso Torino, un furgone travolse la vettura su cui era a bordo nei pressi di Babsk.

L’incidente ebbe delle dimensioni brutali e l’auto prese fuoco. A causa delle gravi ustioni, i medici polacchi non poterono fare altro che costatarne il decesso. La notizia fu comunicata la sera stessa alla Domenica Sportiva, dalla voce di Sandro Ciotti.