Giulio Regeni
Immagine da YouTube

Dopo 5 anni dalla scomparsa di Giulio Regeni, il caso non è stato ancora completamente risolto, il Presidente Mattarella: “L’Egitto dia risposte”

Sono le 19.41 del 25 gennaio 2016. Giulio Regeni invia il suo ultimo sms dall’Egitto. Di lui non si avrà più traccia, fino al 3 febbraio, quando, su un strada che collega il Cairo e Alessandria, verrà rinvenuto il suo corpo senza vita crudelmente torturato. Sono passati 5 dalla quella tragedia, e, nonostante il lavoro della magistratura italiana e l’impegno del governo, non è stata ancora gettata luce sulla verità.

In occasione dell’anniversario, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sottolineato che “l’azione della Procura della Repubblica di Roma, tra molte difficoltà, ha portato a conclusione indagini che hanno individuato un quadro di gravi responsabilità, che, presto, saranno sottoposte al vaglio di un processo, per le conseguenti sanzioni ai colpevoli– ha commentato.” Ci attendiamo piena e adeguata risposta da parte delle autorità egiziane, sollecitate a questo fine, senza sosta, dalla nostra diplomazia” ha concluso.

Sulla vicenda del ricercatore friulano si è espresso anche Piero Fassino, Presidente della Commissione Affari esteri della Camera dei deputati. “La vicenda di Giulio Regeni riguarda tutti, non solo l’Italia“, ha commentato, chiedendo inoltre ai suoi omologhi di”assumere ogni iniziativa parlamentare, sul piano politico e diplomatico, a livello sia bilaterale sia multilaterale, per ottenere verità sul caso di Giulio“. “È un impegno – ha dichiarato – per la legalità internazionale e per il rispetto dei diritti umani, valori su cui si fondano l’identità dell’Unione Europea e le sue relazioni con ogni nazione“.

A tal proposito, anche L’Alto rappresentante dell’Unione europea, Josep Borrell, è intervenuto sull’accaduto, ringraziando Luigi Di Maio per aver chiesto di discutere del caso Regeni alla Ue. Secondo Borrell, il caso Regeni è una questione grave, non solo per l’Italia, ma per tutta l’Unione. “Siamo sodali con l’Italia e la famiglia Regeni nella richiesta di far piena luce, ha sottolineato.

Dal suo canto, il ministro egli Esteri di Maio ha espresso la sua opinione a riguardo :”Da cinque anni la famiglia di Giulio e tutti noi chiediamo giustizia ,ma non è ancora arrivata. Di recente la Procura di Roma ha portato a conclusione indagini che hanno individuato gravi responsabilità, che presto saranno sottoposte al vaglio di un processoha sottolineato.

Anche la comunità di Fiumicello, il paese dov’è cresciuto Giulio, ricorda il giovane scomparso. Quest’anno, causa Covid – l’evento è andato in onda in streaming sul sito di ‘La Repubblica’ e sulle pagine Facebook. ‘Il comune informa – Fiumicello Villa Vicentina’, ‘Giulio siamo noi’ e Verità per Giulio Regeni’. Il comune invita tutti i cittadini a partecipare da casa e “a colorare di giallo il paese e i propri profili social“.

Inoltre, l’udienza preliminare davanti al gup di Roma Pier Luigi Balestrieri per i quattro agenti dei servizi segreti accusati del sequestro, delle torture e dell’omicidio di Regeni, è fissata al 29 aprile. Il 20 gennaio è arrivata la richiesta di rinvio a giudizio per gli 007 Tariq Sabir, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi, Magdi Ibrahim Abdelal Sharif. Le accuse mosse dal procuratore Michele Prestipino e dal sostituto Sergio Colaiocco variano dal sequestro di persona al concorso in omicidio aggravato e concorso in lesioni personali aggravate.