Addio a Tobe Hooper, il padre dell’horror che ha cambiato il cinema

Tobe Hooper

Un’icona del cinema horror, Tobe Hooper è morto ieri all’età di 74 anni. Indimenticabile per i successi di Non aprite quella porta e Poltergeist

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Gli inizi

Dopo aver  trascorso gli anni sessanta come professore in un college, Tobe Hooper riesce ad entrare nel panorama cinematografico. Tuttavia il suo primo lavoro è un vero insuccesso: Eggshells (1974) una pellicola drammatica.

Hooper decise così di cambiare genere e, nello stesso anno, organizzò un piccolo cast fatto di studenti e insegnanti del suo college e produsse, con l’aiuto di Kim Henkel, il classico Non aprite quella porta. Questo prodotto cambiò la storia della cinematografia dell’orrore, diventando uno dei più famosi del genere, ed è considerato il suo capolavoro.

Il successo

Il capolavoro del texano è tra le pellicole indipendenti ad aver incassato di più al botteghino nella storia del cinema, con un guadagni di più di 30 milioni di dollari a fronte di un budjet di soli 150mila dollari spesi per la produzione. Il film è Parzialmente ispirato alla storia del serial killer Ed Gein che uccideva le sue vittime, riutilizzando poi la loro pelle creando svariati oggetti ed indumenti. Gli interni della casa e in particolare il macabro salotto della famiglia furono comunque ricreati prendendo spunto da quelli filmati dalla polizia durante un sopralluogo a casa Gein.

Hooper infatti ha ottenuto fama per essere stato il regista sceneggiatore e produttore di quest’ultimo e quindi il creatore di Leatherface. Grazie al successo della pellicola, Hooper entrò nell’industria di Hollywood e produsse ancora film come Quel motel vicino alla palude (1977), un film con Mel Ferrer, Carolyn Jones, William Finley e Marilyn Burns e Le notti di Salem.

Nel 1982 Hooper trovò grande successo quando Steven Spielberg gli fece dirigere il film Poltergeist – Demoniache presenze, un altro pezzo di storia del cinema.

Tobe Hooper ha sostienuto di aver avuto esperienze con dei poltergeist quando era giovane. Durante la sua adolescenza, Hooper perse il padre, e dopo la sua morte Hooper aveva la sensazione di sentire “porte che si spalancavano, piatti che volavano per la casa, ed altri bizzarri avvenimenti“. Il regista commentò che questi avvenimenti sono stati la sua ispirazione per il film.

Poltergeist è stato un successo di botteghino mondiale. Il film ha guadagnato più di 75 milioni di dollari negli Stati Uniti, diventando l’ottava distribuzione di sempre e il film horror dal più elevato guadagno del 1982.  Possiede due sequel: Poltergeist II – L’altra dimensione (1986) e Poltergeist III – Ci risiamo (1988), nel 1996 è stata realizzata la serie televisiva Poltergeist, che consiste in uno spin-off di questo film.

Nel 1986 diresse Non aprite quella porta – Parte 2, quest’ultimo però fu considerato una parodia del suo celebre film a causa della presenza eccessiva di humour. Ha partecipato anche alla realizzazione del remake del 2003 del suo film capolavoro.

Trailer di Non aprite quella porta (1974)

Trailer Poltergeist – Demoniache presenze

 

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