Ali Agca e le verità nascoste



A 34 anni dall’attentato di Piazza S. Pietro si infittisce la trama sul ruolo strategico giocato da Ali Agca

Il mese di maggio del 1981 è stato uno dei più caldi in Piazza S. Pietro: pochi minuti dopo l’ingresso di Papa Wojtyła per l’udienza generale, un giovane di origine turca, dal nome Ali Agca, spara tre colpi di pistola con l’intento di uccidere il Santo Padre.

La notizia, che quel giorno allarmò il mondo intero, viene solamente ricordata come il gesto di un folle religioso nei confronti della guida spirituale cattolica ma al suo interno contiene linea d’ombra che ancora oggi tardano a mostrare un quadro completo.

Le dichiarazioni rese dallo stesso Ali Agca lo scorso novembre, infatti, riscrivono totalmente la storia e la nuova verità descrive uno scenario alquanto differente rispetto a quello tradizionale.

ali agca
Ali Agca

Una delle tesi di base dell’attento al Papa del 1981 è stata quella della nota “pista bulgara”: durante il processo svoltosi nel 1982, Agca fa riferimento al coinvolgimento, e coordinamento dell’azione, del KDS, i servizi segreti della Bulgaria comunista.

Per voce dello stesso protagonista (“La “pista bulgara” è stata utilizzata negli anni della guerra fredda per colpire l’Unione Sovietica, per screditare il Cremlino e Andropov, ex capo del Kgb”) l’ipotesi può essere scartata a priori e la nuova versione conduce ad una verità molto più intricata.

Infatti, se ci si sofferma sugli avvenimenti storici di quell’anno è possibile individuare diversi episodi che hanno caratterizzato l’ambito internazionale.

La storia dell’attentato al Papa, riletta in questa nuova chiave, è legata a due importanti episodi dei primi anni ottanta: il fallimento del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi, vicino all’IOR di Marcinkus, e la rivoluzione di Solidarnosc.

Nel biennio 1980 – 81 il Banco Ambrosiano (tramite un’azione segreta come testimoniano diversi documenti) finanzia il sindacato di Walesa nella lotta al comunismo in Polonia.

Di fronte alle prime difficoltà economiche, però, Calvi cerca di recuperare la somma erogata ma trova la netta opposizione di Paul Marcinkus, vescovo alla guida dello IOR.

Tentano, invano, di salvarsi dalla bancarotta, chiamando in causa anche l’Opus Dei, Calvi si ritrova nell’isolamento totale e temendo il carcere si inizia a sospettare di una sua “confessione scomoda” alle autorità.

Questa non ci fu mai perché lo stesso Calvi fu ritrovato impiccato sotto il Ponte dei Frati Neri a Londra portando nella tomba diversi segreti.

Durante i cinque mesi di assenza di WojtyłaMarcinkus assume la guida politica e finanziaria del Vaticano, scalzando di fatto l’Opus Dei nonostante il forte ascendente sul Papa, e nel frattempo il sindacato polacco conferma le linea moderata di Walesa (che estromette l’ascesa della frangia rivoluzionaria estremista interna).

Il resto della storia è chiaramente noto: Solidarnosc viene riconosciuta in Polonia e legittimata a partecipare alle elezioni politiche (che vincerà nettamente), Marcinkus, dopo il coinvolgimento nello scandalo del Banco Ambrosiano, rimane impunito grazie al passaporto diplomatico (e alla strenua difesa di Giovanni Paolo II che era a conoscenza dei “movimenti” dello IOR a favore del sindacato polacco) e l’esperienza dell’Unione Sovietica si conclude con il crollo del muro di Berlino del 1989.

L’attentato di Ali Agca cela forse qualcosa di più grande ma la verità, al momento, è nota solo a pochi.

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