Allattamento al seno, negli USA diventa una questione diplomatica



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Durante l’ultima assemblea dell’OMS, il governo Trump ha tentanto di porre il veto in materia allattamento al seno. Interviene anche la Russia

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, OMS, è l’istituzione che ha il compito di sorvegliare la sanità pubblica in tutto il mondo. Tramite le sue direttive, i governi devono adottare tutte le misure richieste affinché venga garantita la salute ed il benessere dei cittadini. Negli Stati Uniti, una risoluzione aveva il compito di mettere in luce e di incentivare l’allattamento naturale. Secondo quanto riportato dal New York Times, il governo Trump sembra aver osteggiato questa risoluzione. Ha posto, infatti, il veto sul testo ed ha minacciato con pesanti sanzioni tutti i paesi che l’avrebbero sostenuta, inclusi i più poveri.

Secondo quanto riportato dal giornale, questo comportamento sarebbe scaturito dall’intenzione di proteggere le lobby dei produttori di latte artificiale. Alla fine, fortunatamente, la risoluzione è passata senza troppe modifiche grazie all’intervento della Russia che non ha subito minacce e che non ha gradito il comportamento prepotente degli USA verso paesi come l’Ecuador.

Il latte materno, come affermano studi condotti negli ultimi decenni, è la migliore soluzione per il neonato (e perché non dovrebbe essere così, tenuto conto che è “naturale”?) ed il tentativo del governo americano di affermare il contrario, appare solo come una malriuscita manovra per favorire i suoi interessi. Anche a discapito della salute di neonati perché, ad esempio, nei paesi sottosviluppati l’acqua contaminata può contaminare il latte ed infettare il neonato. Il latte artificiale è un prodotto fondamentale e sicuro per quello donne che per vari problemi non possono allattare o per neonati con particolari intolleranze. Ma mai potrà sostituire l’efficacia di quello materno che garantisce difese immunitarie ed un corretto sviluppo neuro-comportamentale.

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