Ameba mangia cervello. Il virologo del Cnr di Pavia afferma: “In Italia rischio assente”



Ameba

Ameba mangia cervello: l’infezione letale nota da 30 anni che fa il giro del mondo. Il virologo del Cnr di Pavia si esprime: “In Italia rischio assente”

Ameba mangia cervello: ecco l’infezione letale che fa il giro del mondo. Si tratta di un protozoo conosciuto da circa 30 anni, molto raro.

L’organismo letale fu scoperto nel 1986 negli Stati Uniti D’America e fino ad oggi sono circa un centinaio le vittime di tale infezione.

Il virologo dell’istituto di genetica molecolare del Cnr di Pavia, Giovanni Maga, si è espresso a tal proposito, affermando: “Il patogeno è letale ma le infezioni sono molto rare. Per quanto riguarda noi in Italia il pericolo non esiste, l’influenza miete molte più vittime; il balamuthia (quello del caso della donna morta a Seattle) è un protozoo teoricamente presente in tutte le zone temperate ma non è stato riportato nessun caso in Italia. È stato scoperto solo 30 anni fa, non se ne sa ancora molto, ma sappiamo che attacca spesso le scimmie e raramente gli umani.

E proprio la donna morta a Seattle è uno dei casi più recenti ed eclatanti di tale fenomeno. Sembrerebbe infatti che dopo un arrossamento del naso simile ad una allergia, la donna iniziasse a riscontrare altre problematiche più serie, come un attacco di convulsioni. Successivamente alle analisi, i medici hanno potuto individuare una lesione anomala del cervello nella zona che controlla i movimenti. Per tali motivi si è pensato ad un tumore e se ne è asportata una parte per analizzarla. L’analisi della massa cerebrale lesionata ha permesso ai dottori dello Swedish medical center, d’individuare causa della degenerazione della massa cerebrale: l’Ameba. A quel punto le terapie erano inutili e per la donna è sopraggiunta la morte.

Le contaminazioni possono essere causate da un cattivo stato della rete idrica o da infiltrazioni. In generale l’organismo può essere trovato nelle acque dolci e nel terreno. Per essere infettati lo si deve stanare dal suo habitat. Ma tra tutti i patogeni a cui possiamo essere esposti questo è il meno rilevante. I patogeni che ci interessano di più sono altri, come la legionella che è molto più comune anche se meno letale. Abbiamo avuto molte occasioni per vedere che in Italia siamo in grado di gestire la rete idrica e assicurare la potabilità delle nostre acque“, spiega il virologo Mega.

Per quanto riguarda l’Italia, egli tranquillizza tutti ricordando i casi in cui si è manifestato in Europa:Il primo nella Repubblica Ceca nel 1998 e nel 2006 in Portogallo. In Italia non abbiamo mai avuto casi. Sembra essere molto più diffuso negli Stati uniti”.

 

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