Nuovo codice Antimafia, presentazione e discussione alla fondazione POL.I.S

PoliticaNuovo codice Antimafia, presentazione e discussione alla fondazione POL.I.S

Antimafia – Discussione e presentazione del nuovo codice  presso la fondazione POL.I.S con la partecipazione dell’On. Mattiello e del Prefetto Postiglione

[ads1] Nel nostro precedente articolo del 20 novembre abbiamo preannunciato che lunedì 23 ci sarebbe stato presso la sede della Fondazione Pol.i.s. un incontro di carattere seminariale sul “Nuovo Codice Antimafia”, approvato alla Camera il 9 novembre, con 281 voti a favore, 66 contrari (Fi e M5S) e 2 astenuti; ora il provvedimento è passato all’esame del Senato.

Ricordiamo che l’iter della riforma parte da lontano, con una proposta di iniziativa popolare nel 2013 (n. 1138 2/6/13), firmata da 120.000 cittadini e promossa dal comitato “Io Riattivo il Lavoro”, cui partecipano tra gli altri, CGIL, Anm, Arci, Acli e Libera.

Dopo molteplici discussioni, tra le varie Commissioni Parlamentari interessate e la Presidenza del Consiglio tra il 2103 e il 2014, proprio in quest’ultimo anno l’On. Mattiello – relatore per la maggioranza – presenta alla Camera un nuovo testo unificato in materia di beni confiscati alla criminalità organizzata. Così già nel 2014 la Commissione Giustizia della Camera, di cui l’On. Mattiello è componente, vota il nuovo testo base e solo nel 2015 si riesce ad avere la sua approvazione, che come detto ora sarà oggetto dell’esame al Senato.

All’incontro, tenutosi ieri, erano presenti, oltre l’On. Mattiello – relatore della maggioranza per la riforma del codice – anche il Prefetto Umberto Postiglione – Direttore dell’Agenzia Nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata – nonché quale organizzatore il Presidente del Comitato Scientifico di Pol.i.s. il dott. Geppino Fiorenza.

Tra gli invitati si sono registrate le presenze, certamente non secondarie, di don Tonino Palmese – referente di LIBERA per la Campania -, Vittorio Ciccarelli – Direttore della Federazione Antiracket – ed infine “ma non ultimo” il Comando Provinciale della Guardia di Finanza.

Quali le novità introdotte dal nuovo codice antimafia:

Tra le tante da sottolineare, a nostro avviso, alcune sono sicuramente le più salienti, quali al CAPO I – Misure di prevenzione personali – l’ “Ampliamento dei soggetti destinatari attivi e passivi, come ad esempio soggetti indiziati per reati di corruzione, sostegno ai latitanti, caporalato, reati contro le Pubbliche Amministrazioni”; art. 1.

Al CAPO III – Amministrazione, gestione e destinazione di beni sequestrati e confiscati – è da sottolineare la novità che riguarda la “Creazione di un Fondo di garanzia per le aziende sequestrate”, nonché la nomina dell’Amministratore giudiziario che può avvenire anche “tra gli iscritti nella sezione di esperti di gestione aziendale dell’Albo, indicati dalla società INVITALIA Spa tra i suoi dipendenti”; art. 15. Infine rilevante la previsione all’art. 16 del “Coinvolgimento a titolo gratuito di imprenditori del territorio per la valorizzazione delle aziende sequestrate. Se la collaborazione si protrae positivamente per 12 mesi, si matura un diritto di prelazione”.

Per terminare, al CAPO V – Modifiche al codice penale e di procedura penale e della legislazione complementare. Delega al governo per la tutela del lavoro nelle aziende sequestrate e confiscate – si è previsto all’art. 25 che “la confisca si applica anche in caso il reato sia estinto per amnistia o prescrizione, in caso di morte del preposto il procedimento di confisca inizia o prosegue nei confronti degli eredi o degli aventi causa (chi ne acquisisce i diritti)”.

Fondazione_Polis 3Le opinioni dei protagonisti della serata sono sostanzialmente concordi sulla maggiore attenzione prestata dal legislatore nella stesura di questo testo.

Il Presidente del C.S. di Pol.i.s., dott. Fiorenza ha avuto modo di sottolineare che “uno dei temi fondamentali è quello del potenziamento dell’Agenzia Nazionale” e un’altra questione è quella di avere un Fondo, come previsto. Ma aggiunge che per una migliore gestione gli attori devono essere oltre il governo nazionale anche i governi locali. Ha sottolineato poi che per “l’eccessiva lungaggine dei tempi, che arrivano fino a 10 anni per l’assegnazione dei beni dopo la loro confisca, c’è bisogno di un’accelerazione in questo senso”. Ancora, ritiene importante la diretta dipendenza dell’Agenzia dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, “perché rappresenta l’assunzione del governo in prima persona di questa tematica, perciò siamo fiduciosi che passi avanti si possono fare”.

Fondazione_Polis 9L’On. Mattiello, interpellato, ha illustrato in modo più dettagliato alcuni aspetti: “la riforma è stata approvata in prima lettura a larga maggioranza. Sono passati quasi 5 anni dal Codice Antimafia (d.lgs.159/11) che presentava alcune criticità, mi sembra una buona riforma che insiste soprattutto sulle misure di prevenzione patrimoniali e sui sequestri penali per rendere il procedimento più celere e più equilibrato, in modo tale che tutte le parti siano garantite, come è giusto che sia, e in particolare per le Aziende (poste sotto sequestro). C’è uno strumento fondamentale che è il Fondo di garanzia”, aggiunge, inoltre, che averlo previsto con la copertura finanziaria nella legge di stabilità “è sicuramente un elemento qualificante”. Si tratta di un fondo di rotazione, e cioè tutto quello che viene dato deve essere restituito allo Stato. Ancora, tutto sarà gestito con trasparenza e solo nei confronti di quelle aziende valide che non hanno avuto un ruolo cosiddétto di “lavatrice”, “servirà quindi a scriminare tra buone aziende, sottoposte a sequestro, e quelle che invece verranno liquidate”.

Aggiunge, parlando del lavoro della Commissione Giustizia, che “è stato un lungo lavoro di 5 mesi, che ha visto coinvolti il MEF e il MISE” che ha così prodotto sia la copertura finanziaria, sia l’impegno dello Stato a garanzia dei finanziamenti che le banche “devono continuare a fornire, facendo la loro parte”, afferma.

Per la procedura di assegnazione dei beni confiscati ha dichiarato che la proposta prevede una semplificazione “nella misura in cui l’Agenzia che ha il potere, l’onere e la responsabilità di decidere sui beni dopo la confisca è stata potenziata con una maggiore efficienza, con alcune scelte di sistema: la prima è collocare l’Agenzia sotto la Presidenza del Consiglio e non sotto la vigilanza del Ministero degli Interni… perché le confische non sono solo questioni di sicurezza ma di riscatto di questo paese. L’Agenzia diventerà titolare dei beni dopo la confisca di 2° grado. Il messaggio è chiaro, il bene sequestrato non può essere custodito con dei lucchetti, il modo per custodirlo è farlo vivere, farlo funzionare, l’Agenzia ha come compito proprio questo”.

Si evince come la proposta abbia quale obiettivo la riapertura di quelle aziende sottoposte a confisca per garantirne la continuità, ma solo per quelle con le carte in regola. Inoltre, la costituzione, fondamentale, del Fondo di garanzia, che al momento prevede una copertura di 10 milioni di euro di cui 3/mln per il credito e 7/mln per investimenti, e come sottolineato dal relatore Mattiello “non sono molti ma aprono una strada a qualcosa che prima non c’era”.

POSTIGLIONEInfine, alle varie domande, poste da alcuni organi di informazione, al Prefetto Postiglione circa i vantaggi delle modifiche apportate dal testo approvato alla Camera, lo stesso ha dichiarato: “la cosa che risulta importante in questa modifica è il dopo confisca, soprattutto nella gestione delle amministrazioni giudiziarie delle aziende in sequestro, perché ci stiamo spostando sempre più su di un panorama che riguarda la gestione aziendale. Quindi, c’è stata una corretta e apprezzabilissima attenzione del legislatore verso il dopo confisca, del cosa fare delle aziende all’esito della confisca definitiva e soprattutto dei posti di lavoro dei lavoratori che certo non meritano di subire le conseguenze di un cattivo “padrone” e quindi, bene ha fatto il legislatore a spostare l’attenzione. Oltre ovviamente a governare, in maniera normativamente fissata, situazioni che attualmente godono di una certa nebulosità nella gestione processuale delle amministrazioni giudiziarie”.

Rispetto a cosa in più si poteva fare, il Prefetto e Direttore dell’Agenzia Nazionale ha sottolineato: “mi pare che complessivamente questo intervento del legislatore sul Codice Antimafia è assolutamente meritorio e espressione di un’attenzione che la Commissione Parlamentare Antimafia è la principale artefice di queste modifiche, è lodevole e va apprezzata”.

L’auspicio di tutti coloro che vogliono un territorio libero dalle mafie è che questi strumenti possano operare al meglio e nel modo più veloce possibile per far sì che solo la parte sana del tessuto imprenditoriale possa operare nel migliore dei modi e che tutti i beni sequestrati possano ritornare alla comunità, o che le iniziative imprenditoriali sane possano essere sostenute come previsto dalla normativa licenziata dalla Camera.

Sottolineiamo una frase dell’On. Mattiello che ha dichiarato: “spero che il Senato quanto prima approvi la proposta perché possano diventare strumenti della realtà”, elogiando la Presidente della Commissione Giustizia, Donatella Ferranti, con un “dio la benedica”.

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Updated on 1 August 2021 - 16:06 16:06