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Autostrade mantiene le promesse e taglia le tariffe del 5% ma ricorda di recepire il nuovo piano economico e finanziario

Autostrade mantiene le promesse e taglia le tariffe del 5% per il quinquennio 2021/2026. Ma nelle prime righe dell’accordo c’è un promemoria per il governo sottolineato dalla società autostrade: rispettare l’accordo e il nuovo piano economico e finanziario. Un gioco di tira e molla. Il piano è il primo passo chiamato a tradurre la promessa in atti formali. Dentro c’è scritto che le tariffe autostradali caleranno in media di circa il 5% annuo a partire dal 2021. Questo hanno chiesto e voluto Conte e i suoi e questo ha messo la società per iscritto. Però – e qui interviene il promemoria – tutto questo si regge in piedi solo se il Governo chiude definitivamente il contenzioso con la società. In poche parole: la revoca e la relativa minaccia devono sparire.

Cosa prevede il nuovo piano

Il piano copre il periodo 2021-2026. Dentro c’è una curva che misura il nuovo andamento delle tariffe, che come si diceva caleranno in media del 5% all’anno a partire dal 2021. Quest’anno, invece, non ci sarà un abbassamento dei pedaggi, ma la ministra alle Infrastrutture Paola De Micheli ha promesso in Parlamento che non ci saranno comunque aumenti. Il calo delle tariffe a partire dal prossimo anno è un risultato che si rende possibile dal miliardo e mezzo che Autostrade ha messo sul piatto per mitigare l’impatto delle disposizioni dell’Autorità di regolazione dei trasporti, che ha previsto un aumento, seppure con un tetto massimo dell′1,75 per cento.

Il piano conferma anche gli impegni che sono stati alla base della trattativa last minute tra i Benetton e il Governo. Ci sono quindi 14,5 miliardi di investimenti,  3,4 miliardi di compensazioni e 7 miliardi per la manutenzione al 2038. E c’è anche un taglio delle remunerazioni degli investimenti, cioè quei soldi che vanno ad Autostrade quando si realizza appunto un investimento. Si passa dall′11% al 7,09% pre tasse. Questi numeri dicono che alla società va il 7% lordo di quello che si ottiene appunto all’investimento.