Bambino nero rifiutato da etero, adottato da gay

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Un bambino nero, fino ad ora rifiutato da tre coppie eterosessuali perché “brutto e nero”, viene adottato da una coppia gay. Ora è felice

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Bambino nero respinto per ben tre volte da coppie eterosessuali perché “brutto e nero”.  Succede in Brasile, a Rio de Janeiro. Un bambino nero, il cui nome di fantasia è Josè, si è visto negare il diritto di essere felice ed avere una famiglia soltanto per il colore della sua pelle, e per la sua fantomatica bruttezza.

bambino nero
Bambino nero rifiutato da etero adottato da gay

Ma per fortuna anche per il bambino nero, il brutto anatroccolo rifiutato da tutti perché diverso;  perché di pelle scura, è riuscito a riscattarsi: due uomini di Rio de Janeiro, il giornalista Gilberto Scofield jr ed il suo compagno Rodrigo Barbosa, una coppia omosessuale, hanno deciso di accoglierlo e di realizzare, grazie a lui, una famiglia.

La storia del bambino nero adottato da una coppia gay è l’emblema del combattimento di una doppia forma di discriminazione: quella raziale, e quella sessuale. Ciò che sembrava essere per questo bambino nero una triste condizione permanente si è trasformata in una bellissima favola moderna.

Il bambino nero viveva in orfanotrofio da molti anni a causa di genitori negletti che non avevano saputo occuparsi di lui. Un destino che non si era scelto, che non si meritava.

Bambino nero e genitori gay incontrandosi, hanno realizzato reciprocamente i propri sogni, e curato rispettivamente le proprie ferite causate da una società bieca che punta il dito, che giudica, che non risparmia osservazioni caustiche e che millanta diritti e libertà, quando la maggior parte degli individui che la compone riesce solo a ghettizzare chiunque non si adegui, a condannare ad un rogo immaginario chi cerca di seguire il proprio cuore e non delle regole tacite, dovute ad imposizioni culturali e costruzioni sociali.

Bambino nero e genitori gay diventano quindi la modernità in boccio, che arriva a minare sovrastrutture arcaiche e mentalità primeve.

Bambino nero. Ci sarà ancora chi avrà il coraggio di dire che i gay non sono degni di avere dei figli. Ci saranno ancora persone che, dopo aver letto questo articolo, penseranno ancora che un bambino nero non possa essere adottato da genitori bianchi. C’è stata, e ci sarà sempre, la disumanità che combatterà fianco a fianco con la diversità. Essa è una forza che sa vivere da sola, mentre la crudeltà ha bisogno dei suoi lacchè per potersi estrinsecare.

Che qualcuno ci provi ad affermare il contrario, adesso.

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Grazia De Gennarohttps://zon.it
Classe 1987, ho frequentato l’Università degli Studi di Salerno, conseguendo la Laurea di Primo Livello in Sociologia. Ho ottenuto una certificazione di frequenza per il corso di addetto/responsabile Ufficio Stampa e ho partecipato a diversi concorsi letterari, tra cui quello dell'estate 2015 del Circolo degli Artisti Salernitani, che mi è valso un Primo Premio. Lo scorso anno ho pubblicato il mio primo romanzo edito da Writers Editor, intitolato "Amore di papà". Sono un'attivista femminista e sostenitrice dei diritti LGBTIQ e gestisco una pagina Facebook sui diritti delle donne, "Doppia Vu Women Rights". Inoltre, ho il ruolo di segretaria provinciale presso la sezione NIDIL CGIL di Salerno.

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Updated on 17 September 2021 - 05:55 05:55