8 Luglio 2018 - 12:40

Basilicata mia come ti hanno ridotta – PARTE III

Basilicata

Basilicata, una regione abbandonata al proprio destino. Libera riflessione di un lucano dopo la nuova inchiesta sulla sanità locale

Sono passati alcuni giorni dai fatti che hanno coinvolto il Presidente della Regione BasilicataMarcello Pittella – ed altri trenta individui fra dirigenti e notabili regionali e non ma in tutta la questione, ciò che un lucano doc come me vede, c’è una più ampia riflessione da porre in essere.

Da ormai tre anni, come ampiamente discusso nelle precedenti riflessioni (PARTE I e PARTE II), la Basilicata non solo ha attirato l’attenzione della stampa nazionale per i tanti esempi negativi mostrati ma ha anche presentato il suo vero volto ad una Nazione ignara di una terra dimenticata da Dio e dagli uomini.

Ciò che emerge da questa ennesima faccenda lucana porta a diverse considerazioni che investono tanto l’ambito prettamente territoriale quanto la gestione di una Regione pienamente allo sbando.

Partendo dal primo elemento, tenendo ben presente la previsione catastrofica dello Svimez (in cui si contano poco più di 300.000 nel 2065 contro i 537.694 del 2016), è possibile notare come non sia presente alcun tipo di programmazione in atto o, almeno, in previsione.

Richiesta disperata di rimanere nei luoghi natii contrapposta al sistema architettato per le assunzioni, un equilibrio precario tra vocazione agricola ed espansione petrolifero/industriale e potenzialità sempre più sprecata (leggi Matera 2019) sono alla base di un esercizio di governo senza alcun obiettivo specifico.

Accanto a ciò si unisce inevitabilmente il secondo ambito in cui, oltre alla crisi della partitocrazia dettata sia da un turnover apparente che da una politica bipartisan senza alcuna specifica ragione (leggi Viceconte con il Pd o Coviello con LeU), emerge la mancanza di un vera e propria proposta che ponga la Basilicata stessa al centro dell’interesse regionale.

I dati che maggiormente balzano agli occhi dei più, immersi in un contesto più ampio che coinvolge anche la crisi nazionale dei democrati in particolar modo, sono sostanzialmente due.

In questi due elementi, in cui emerge la riproposizione di Pitella da parte dei circoli locali alla guida della Regione e l’assenza di una vera alternativa allo stesso, si evidenzia un’imponente crisi di identità (politica) e allo stesso tempo la mancanza di una reale possibilità di cambiare rotta a causa dell’assenza di quella forza che ha caratterizzato il popolo lucano in tempi non sospetti.

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