8 Dicembre 2017 - 17:55

Biden, la Russia ha finanziato partiti euroscettici

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L’ex vicepresidente americano ha sostenuto che la Russia avrebbe finanziato partiti euroscettici per destabilizzare le democrazie europee, interferendo anche in Italia

È già da tempo che da più parti si sostiene che la Russia supporti attivamente partiti e movimenti antieuropeisti, al fine di destabilizzare le democrazie europee. Oggi, la tesi riceve un’importante conferma dalle parole dell’ex vicepresidente Usa Joe Biden. La dichiarazione è in un articolo pubblicato sulla rivista “Foreign Affairs” insieme all’ex vice assistente segretario alla Difesa Michael Carpenter, intitola «How to Stand Up to the Kremlin» (“Come tener testa al Cremlino”).

L’articolo sostiene che la politica estera russa persegua tre direttive: difendersi dall’America, impedire ai Paesi vicini di avvicinarsi all’Europa, e destabilizzare le democrazie occidentali. Per far ciò il Cremlino avrebbe orchestrato una campagna di disinformazione finalizzata a influenzare le elezioni presidenziali del 2016, che portarono Donald Trump alla Casa Bianca. Nello stesso tempo ha tentato di limitare l’emorragia verso l’Europa con interventi diretti in Montenegro, Georgia, Ucraina, Moldova, dove ha usato i tentativi di colpo di stato o la forza militare.

Ma la Russia avrebbe anche lanciato campagne di disinformazione nei paesi europei, al fine di influenzare e destabilizzare le loro scene politiche. Sarebbe il caso, ad esempio, del referendum in Olanda (sull’integrazione dell’Ucraina in Europa), Italia (sulle riforme istituzionali), e in Spagna (sulla secessione della Catalogna). La Russia, per Biden, ha inoltre finanziato la destra estrema in Germania, e «un simile sforzo russo è in corso per sostenere il movimento nazionalista della Lega Nord e quello populista dei Cinque Stelle in Italia, in vista delle prossime elezioni parlamentari».

Sembra quindi rinforzarsi la tesi di un intervento russo in molte fasi politiche europee e statunitensi, e stavolta la tesi non proviene certo da qualche oscuro circolo complottaro. Già negli scorsi mesi, ad esempio, molti social network (tra cui Twitter e Facebook) hanno rimosso centinaia di account falsi riconducibili ad agenti russi, che erano intervenuti nelle campagne elettorali.

Anche il sospetto dei finanziamenti clandestini, già forte, è destinato ora a divenire sempre più rilevante.