Il Movimento 5 Stelle cambia idea sulla Russia, ora è atlantista

Il Movimento 5 Stelle è da sempre vicino alla Russia e a Vladimir Putin, ma le recenti dichiarazioni di Di Maio lasciano emergere una fronda interna

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Il Movimento 5 Stelle è un partito filo russo che guarda con favore a Vladimir Putin? Sicuramente, ma da oggi le cose potrebbero cambiare. Sono celebri alcune dichiarazioni di esponenti pentastellati in favore del Cremlino e del suo leader. Manlio di Stefano, responsabile esteri del partito, non ha mai nascosto simpatie per Putin, e Alessandro Di Battista e il senatore Vito Petrocelli non sono stati da meno. Addirittura, si è ipotizzato in alcuni casi che il M5S prendesse soldi dal Cremlino.

Ma questa visione viene oggi incrinata dalle recenti dichiarazioni di Di Maio. Il vicepresidente della Camera, infatti, è volato a Washington, presentando la cosa come “il primo viaggio da candidato premier del M5S“. Nelle riunioni preliminare al viaggio, avrebbe addirittura affermato che “questa storia della Russia e che siamo alla mercé di Putin […] è una storia che non sta in piedi e che ci fa solo del male“. Fraintendimento generale? No, attriti interni, più realisticamente. Di Maio è l’occidentalista del gruppo, e a quanto pare ha scelto di rimarcare questa sua posizione in virtù del suo ruolo di candidato premier (qualunque cosa questa espressione voglia dire, in un sistema parlamentare e di fatto proporzionale).

Ma se le parole di Di Maio sono chiarissime verso gli USA (“Siamo occidentali e il nostro più grande alleato in Occidente sono gli Stati Uniti“), rimane una certa contrarietà alla NATO. L’esponente grillino afferma infatti come i 5 Stelle non sono “disponibili a rifinanziare il programma militare con altri 14 miliardi di euro“. In questo senso, è perfettamente coerente con il programma del Movimento, che intende ridiscutere la partecipazione italiana all’alleanza atlantica.

Di Maio occidentalista, dunque, ma non atlantista. Certo sarà interessante seguire questo dibattito interno, in uno dei partiti meno europeisti della scena italiana.

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