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da pixabay

La leader dell’opposizione della Bielorussia, Maria Kolesnikova, è stata prelevata da uomini mascherati. La UE chiede il rilascio immediato

In Bielorussia tira un’aria sempre più rarefatta e pesante. A farne le spese, questa volta, è stata Maria Kolesnikova. Si tratta dell’unica donna del trio che in campagna elettorale aveva guidato l’opposizione al presidente Aleksandr Lukashenko. La donna non aveva lasciato la nazione, come invece avevano fatto gli altri due suoi “colleghi“. Un van pieno di agenti incappucciati e senza insegne l’ha aspettata nel pieno centro di Minsk, nei pressi del Museo d’Arte Nazionale. Successivamente, l’ha caricata sul van e l’ha ufficialmente sequestrata.

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Ho visto Maria. Volevo andare da lei per ringraziarla. Poi ho lasciato perdere e sono passata oltre. Ma ho sentito il tonfo di un telefono sull’asfalto, mi sono girata e ho visto persone in abiti civili e incappucciate che la portavano via su un van.” ha dichiarato una testimone.
Sono state usate tattiche illegali e metodi terroristici.” ha invece commentato, in maniera alquanto infuriata, l’opposizione. Le autorità della Bielorussia, nonostante tutto, Polizia compresa, negano di averla arrestata. Anche altri due membri del Consiglio di Coordinamento dell’opposizione bielorussa, Anton Rodnenkov e Ivan Kravtsov, risultano dispersi. Mentre la Nobel per la letteratura Svetlana Aleksievich è sotto inchiesta come tutti gli altri membri.

Il Governo bielorusso ha inoltre aumentato il “pugno di ferro” nei confronti dei movimenti in piazza. Solo domenica scorsa, sono stati arrestati e detenuti 633 manifestanti. Davanti a questa escalation, il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, ha ribadito la richiesta di nuove elezioni e sanzioni mirate.

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