Bilancio in Nepal: “previste” 9000 vittime

terremoto in Nepal

Procedono i lavori tra le macerie provocate dal terremoto in Nepal. Tra soccorsi e assistenza, si sono verificate proteste per la lentezza del governo nel distribuire gli aiuti

Il terremoto, soprattutto quello di grosse proporzioni, tende a lasciare tracce importanti del suo devastante e doloroso passaggio. Abbiamo avuto esempi drammatici piuttosto recenti in Italia, che hanno colpito le aree emiliane e abruzzesi. Il fenomeno sismico che ha interessato il Nepal e le terre confinanti, si aggiunge alla lunga serie di atrocità naturali che nel corso della storia, con il loro passaggio, hanno lasciato segni indelebili, come la morte prematura di tantissime persone e la distruzione di attività commerciali, alloggi, monumenti.

Il primo passo per i sopravvissuti di reagire a quanto accaduto, è avere la forza di continuare a vivere, nonostante tutto: di ricominciare, sperando di essere soccorsi e assistiti se necessario.

terremoto in Nepal
I segni del terremoto in Nepal

Una donna di 24 anni, Krishna Devi Khadka, è stata tratta in salvo dopo 128 ore dal terremoto di sabato scorso a Janasewa. Anche un ragazzo quindicenne è stato estratto vivo, dopo ben 5 giorni, dalle rovine di un palazzo di 7 piani nella città di Kathmandu.

È di tre giorni fa il salvataggio di un neonato di soli quattro mesi, dopo ben 22 ore di continue e costanti ricerche. Secondo i dati della polizia nepalese, finora si contano più di 6.100 vittime e oltre 13.800 feriti, mentre le case totalmente distrutte risultano essere più di 148.000.

Secondo il bilancio delle organizzazioni non governative italiane, a 4 giorni dal terremoto risultavano circa 8 milioni le persone bisognose di assistenza umanitaria. Vi sono state anche delle proteste da parte dei terremotati contro la lentezza con cui vengono distribuiti gli aiuti alla popolazione, bloccando il traffico a Kathmandu, accusando il governo di non fare abbastanza. Violenti gli scontri con la polizia, ma non c’è stato alcun arresto. Inoltre le proteste si sono verificate anche per via di disperati che, non ricevendo il necessario soccorso, hanno appiccato il fuoco agli uffici distrettuali di Dolakha.

Da fonti autorevoli (i modelli matematici del sito earthquake-report.com, il più grande database indipendente sui terremoti al mondo) si prevede un bilancio finale di circa 9.000 morti, con danni agli edifici di oltre 3,5 miliardi di dollari.