Call center, la lunga lotta nella precarietà



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Call center e nuova regolamentazione ministeriale. Cosa cambia realmente in questo particolare settore, simbolo della precarietà?

Per diversi anni è stato il simbolo della precarietà legata al livello di studio ed ancora oggi resta la rappresentazione dell’instabilità nell’Italia che zoppica. Il call center, isola (in)felice per le regole del mercato del lavoro, torna ad interessare l’arena italiana a pochi giorni dal Decreto Ministeriale di Poletti. In questo è stata fissata una retribuzione minima obbligatoria (0,04 euro al minuto per un totale di 2,40 l’ora) e l’impossibilità di fare gare d’appalto troppo al ribasso (che andrebbero ad inficiare inevitabilmente la voce precedente).

Oltre ad una riflessione sullo status del lavoratore di call center, su cui si potrebbe discutere a lungo – considerando diverse variabili sul posto di lavoro – sulle condizioni della persona, è necessario far riferimento a due dati.

In primo luogo, la questione retribuzione è il primo vero tabù da affrontare.

Infatti, fra ore che spesso non risultano ed accordi interni proposti come unicum alla continuazione della collaborazione, si può dire che – pur stabilendo un minimo più o meno inquadrato – non solo si torna indietro di qualche anno (contratto collettivo stipulato nel 2013, in cui le retribuzioni medie di partenza erano pari a 2,50 l’ora per poi aumentare successivamente al 60%, 4,80 euro, e il 100% nel 2018) ma si compie un triplo salto carpiato nel passato in cui si tende ancor di più a sminuire una categoria di per sè dilaniata.

Il secondo dato, invece, investe gli espedenti usati per calcolare la ritribuzione orario.

Difatti, come può volte dichiarato in diverse interviste da lavoratori anonimi, i trucchi utilizzati – come ad esempio il tempo effettivo calcolato da un software in base al contatto con cuffie e pc – rendono umanamente la vita impossibile.

Il problema, quindi, non è tanto andare a regolamentare un campo che si è sempre destreggiato con scioltezza alle regole imposte ma considerare cosa si è creato attraverso questo settore e perché lo stesso non risulta sempre in auge da diversi anni a questa parte.

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