Campi Flegrei, supervulcano più temuto al mondo

Campi Flegrei

Campi Flegrei a Napoli, secondo il primo identikit, rappresenta il supervulcano più pericoloso d’Europa

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Il supervulcano dei Campi Flegrei è stato esplorato per la prima volta grazie ad una perforazione di 500 metri, scoprendo che l’area delle bocche del vulcano, la cosiddetta caldera, si estende dal Monte di Procida a Posillipo.

Giuseppe De Natale direttore dell’osservatorio vesuviano dell’istituto nazionale di geofisica e Vulcanologia (Ingv), ha spiegato qual è il motore del bradisismo. Quest’ultimo è un fenomeno legato al vulcanismo, e consistente in un periodico abbassamento o innalzamento del livello del suolo. Il fenomeno è causato dal 50% dal magma e dal 50% dell’acqua nelle rocce.

Il supervulcano dei Campi Flegrei, è capace di eruzioni molto violente, ma anche molto rare, insomma il famoso Vesuvio che si presenta sul Golfo di Napoli in confronto non è nulla.

Nel mondo esistono circa dieci vulcani di questo tipo, come ad esempio lo Yellowstone e Long Valley Caldera negli Stati Uniti.

Infine i segnali di allarme che possono aiutare a prevedere un eruzione, ha rilevato il vulcanologo Mauro Antonio Di Vito sono

  • temperatura
  • pressione del sottosuolo
  • sismicità

La perforazione che è stata effettuata, può essere considerata anche uno strumento di ‘macchina del tempo‘ che ha permesso di ricostruire la storia di questo vulcano fino a 45.000 anni fa, rivelando molte sorprese, fra le quali, ha detto De Natale “una eruzione avvenuta 45.000 anni e finora sconosciuta”.

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