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Tiziana Cantone

Caso Cantone, la madre accusa l’ex di Tiziana di aver partecipato alla realizzazione e diffusione dei filmati. “La sentenza l’ha uccisa definitivamente”

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Tiziana Cantone si è tolta la vita stringendosi al collo un foulard azzurro che aveva collegato ad una macchina della sua piccola palestra privata. Prima ancora che da questo tragico gesto, la morte le è stata data dalla diffusione virale di quel video a luci rosse che la vedeva protagonista. Sua madre, donna di 58 anni, ha puntato il dito contro l’ex fidanzato in una lunga e dolorosa testimonianza rilasciata agli inquirenti della Procura di Napoli Nord, in una caserma dei carabinieri semivuota alle dieci di sera, davanti al pm Rosanna Esposito e al capitano Antonio De Lise.  Secondo l’accusa, l’ex fidanzato S., che è stato accanto a Tiziana per un anno e mezzo e che sarebbe l’uomo tradito da una ragazza libera e allora felice, era in realtà pienamente coinvolto in quel gioco perverso che ha tolto la vita a Tiziana.

Secondo la madre, S. aveva indotto Tiziana a girare video con cinque o sei uomini, provando piacere nel sapere che lei si prestava a questi incontri. Sempre il fidanzato le aveva procurato l’avvocato e aveva anche partecipato alle spese processuali della battaglia giudiziaria contro la diffusione dei filmati. Viene da pensare che se si fosse sentito leso da quelle immagini, non avrebbe accettato di intraprendere questa contesa al fianco di Tiziana.

“Mia figlia aveva tentato il suicidio due volte” – ha dichiarato la madre della ragazza durante la sua testimonianza – “Da questa storia non riusciva più a liberarsi. Tiziana non era forte, forse anche per i suoi trascorsi. Ha cercato di cambiarsi il cognome, perché quello che aveva apparteneva a qualcuno che non è mai stato un padre. Poi è diventata sofferente, a volte si rifugiava nell’alcool. Prima era una ragazza come un’altra”. La donna ha continuato a raccontare, arrivando poi a parlare del periodo di convivenza di Tiziana con l’ex fidanzato. “Hanno convissuto per un anno” – ha detto – “Secondo me lui la plagiava. Durante la loro convivenza io la vedevo cambiata. Tra me e lei c’era un legame particolare, eppure aveva deciso di allontanarsi e lui mi dava una brutta impressione”. Il racconto della donna continua, descrivendo l’unica confidenza che Tiziana le aveva fatto da quando era andata a vivere con S. “Mi ha raccontato di alcuni giochetti fatti con quell’uomo e una sera di novembre mi aveva raccontato di aver litigato con lui. Volle stare a casa mia per quella sera. Venni a sapere che avevano fatto un video che aveva avuto una diffusione virale.”

“Secondo me quei video furono pubblicati dal suo compagno per costringerla a rimanere con lui, ma lei aveva sempre temporeggiato. Si sono separati in maniera per niente pacifica, ma c’erano le cause in corso e dovevano sentirsi per forza. A Tiziana non andava di curare quella causa, mentre lui ha sempre avuto grande interesse. Quando mia figlia ha saputo che doveva pagare delle ingenti spese legali era mortificata e voleva che il fidanzato pagasse al posto suo, perché lo riteneva colpevole”. Gli ultimi giorni di Tiziana sono stati terribili. “Stava male” – ha testimoniato la madre – “Stava male per tutto quello che vedeva e sentiva, in particolare per l’esito del procedimento, riteneva che non era stata fatta giustizia”.

Dal punto di vista legale, questo rimane un suicidio, ma la testimonianza di questa donna dipinge qualcosa di molto di più: il diario di un massacro iniziato molto tempo prima.

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Ventidue anni di chiacchiere e domande (retoriche e non) incanalate nel tentativo di diventare una giornalista. Appassionata di libri e serie tv, amo tutto ciò che ha una trama ed è per questo che sono diventata una studentessa di Lettere moderne. Femminista e innamorata delle lingue che sogna (nell'ordine) di diventare una scrittrice e giornalista, di leggere tutti i libri del mondo e di bere tutto il caffè disponibile su questo pianeta, in attesa di trangugiarlo anche su Marte.