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Carlo Messina, il CEO di Intesa Sanpaolo, punta il tutto e per tutto sul nuovo Governo. Draghi e l’occasione di uno spread in crescita

Mario Draghi dovrà fare i conti con il peso delle aspettative. Molti puntano sulla sua conoscenza di economista e sulla lunga esperienza da banchiere. Primo fra tutti, Carlo Messina, il CEO di Intesa Sanpaolo, che sembrerebbe non nutrire alcun dubbio nei confronti dell’esperienza Draghi. Le ipotesi puntano su una crescita positiva per lo spread e dunque, per il paese, all’indomani del bilancio 2020, chiuso con 3,27 miliardi di utile.

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Tra le ipotesi, il manager di Intesa Sanpaolo pensa a una crescita sostanziale dello spread: “Un governo Draghi può accelerare la crescita del nostro Paese e portare lo spread a 50-60 punti.”
Un passo in avanti non soltanto per l’Italia, ma anche per l’Europa: “Siamo un Paese molto forte, con fondamentali solidi. Le imprese sono sane e hanno retto alla crisi pandemica ma ci serve una crescita del PIL per creare nuova occupazione. Fondamentale sarà saper beneficiare del programma Next Generation EU e servono riforme. Ci serve una crescita inclusiva, un esecutivo che affronti i problemi sociali, questa è la priorità. Le imprese, poi, devono avere un supporto strutturale.”

Ottime possibilità per lo spread, dunque, ma Messina appare piuttosto fermo sull’ipotesi di una bad bank nazionale: “Ci sono tante realtà che possono comprare crediti deteriorati e gestirli. Non penso che una bad bank italiana o europea sia la soluzione. Le banche hanno bisogno di un buon management e per l’Italia serve che la crescita aumenti.”

Riguardo possibili le acquisizioni, invece, Messina suggerisce un convogliamento delle forze, con una solida apertura a nuove possibilità: “Se queste non ci sono è difficile fare acquisizioni. La nostra priorità è quella di creare valore per i nostri azionisti. L’operazione fatta con UBI è stata straordinaria e perfetta. Dopo l’acquisizione il gruppo ha la profittabilità più alta in Europa.”

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