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Il match Cuneo-Pro Piacenza terminato 20-0 e giocato dagli ospiti in 7 contro 11 è soltanto un’altra triste storia di pallone in Italia; il club è stato escluso dal campionato

Domenica 17 febbraio si è scritta una drammatica e buia pagina del calcio italiano: il Pro Piacenza, squadra militante nel girone A di Serie C, senza società e staff tecnico ha ‘spedito’ (termine peggiore non si potrebbe usare) 7 giovanissimi e un massaggiatore contro il Cuneo per evitare l’esclusione dal campionato.

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Risultato? 20-0 per i padroni di casa, in un clima surreale e uno spettacolo davvero indegno per una partita di pallone. Non solo per i ragazzi del settore giovanile ma anche per l’intero movimento della Lega Pro. Infatti, dal presidente Francesco Ghirelli a quello dell’AIC Damiano Tommasi, tutti hanno mostrato il proprio disprezzo su un avvenimento (tristemente) inedito in Italia.

Inoltre, oggi il Giudice Sportivo si è pronunciato sui fatti accaduti e ha proclamato l’esclusione del Pro Piacenza dal campionato per avere violato innumerevoli regole. In primis – come si legge dal comunicato – l’aver presentato una lista di 8 giocatori dove soltanto 4 risultavano regolarmente tesserati mentre 2 risultano essere stati respinti dalla Lega, mentre per quanto riguarda il massaggiatore messo in campo per ‘fare numero’ è arrivata l’inibizione fino al 31 dicembre 2019, in quanto tesserato come staff tecnico e non come calciatore. Infine, è stato annullato il risultato ottenuto dal Cuneo sul campo e trasformato in 3-0 a tavolino.

Dunque un mix di episodi davvero raccapriccianti, soprattutto per un movimento come il calcio professionistico, quest’anno al centro dell’attenzione per episodi spiacevoli. Per ultimo, l’esclusione del Matera dal girone C di Serie C per gravi problematiche economiche e assenza della squadra sul campo.

E già l’inizio non era stato dei migliori: il campionato è partito soltanto ad ottobre per le note vicende dei ripescaggi tra Serie B e C che ha coinvolto diverse squadre e il caso-fideiussione che ha visto il fallimento di squadre come Bari, Cesena e Avellino. Dunque un anno nero che il presidente Ghirelli si augura finisca presto per ricominciare tutto da capo.

Intanto resta la giornata nera di domenica 19 febbraio che ha fatto scalpore anche all’estero, destando interessante anche a diverse testate di nota importanza nell’ambito internazionale. L’obiettivo adesso è quello di voltare pagina, definitivamente, con l’augurio di non rivedere più episodi del genere.

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