Catalfo: “Stop ai licenziamenti per altri 3 mesi”. Arriva reddito d’emergenza



reddito di emergenza Nunzia Catalfo
Screenshot da YouTube

Il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo delinea le nuove misure per tutelare i lavoratori nel prossimo decreto

Nel prossimo decreto sull’emergenza coronavirus allungheremo la cassa integrazione per altre 9 settimane e lo stop ai licenziamenti per tre mesi.” Questa la promessa del ministro del Lavoro Nunzia Catalfo. A pronunciare queste parole durante la giornata internazionale dedicata ai lavoratori. “Meno sussidi e più riqualificazione dei lavoratori. Il più grande investimento che possiamo fare per evitare una gravissima crisi occupazionale è quello sulle politiche attive.”

I dati Istat di marzo confermano che l’occupazione in quel mese ha tenuto – spiega il ministro  Catalfo – e non ci sono stati licenziamenti, anche grazie al primo decreto di sostegno al reddito. Allungheremo la Cassa integrazione per ulteriori 9 settimane e lo stop ai licenziamenti per altri tre mesi: non c’è motivo di mandare via lavoratori in Cig. Specie ora che abbiamo allargato la Cassa anche a chi ne era escluso, come il professionista con un solo dipendente.”

Reddito d’emergenza, aiuto badanti e manodopera agricoltura

Altro tema caldo e il reddito d’emergenza. La risposta della ministra non tarda ad arrivare anche dopo le scuse del presidente del Consiglio Conte per i ritardi dei pagamenti. Il Reddito di emergenza sarà “un reddito temporaneo per due o tre mesi” e “immaginiamo una platea di un milione di famiglie e una spesa tra 1,2 e 1,8 miliardi. L’assegno varia da 400 euro per un single a 800 euro per una famiglia”. Inoltre la ministra Catalfo aggiunge  “sarà possibile integrare Rem e Reddito di cittadinanza: per i “lavoratori poveri, compresi gli autonomi – spiega – sara’ possibile sommare il piccolo sostegno che ricevono fino alla soglia del Rem. Chi prende 200 euro di Rdc potrà integrare fino ad arrivare a 400 euro di Rem.”

“Per colf e badanti pensiamo ad uno strumento inedito che varia a seconda delle ore di lavoro prestate. Uno strumento più adatto della cassa integrazione per queste lavoratrici e lavoratori. In presenza di una riduzione delle ore pari al 25%, per chi è sotto le 20 ore contrattuali sarà previsto un indennizzo di 400 euro mensili e per chi e’ sopra 600“. Dice ancora il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo e spiega che “basterà una domanda con semplice autocertificazione.”

“La carenza di manodopera in agricoltura è un problema. Sarebbe utile proporre non solo a chi percepisce il Reddito di cittadinanza, ma anche a quanti ricevono la Cassa integrazione o la Naspi di offrire qualche ora di lavoro per l’agricoltura senza perdere il sussidio. Con la ministra dell’Agricoltura Bellanova e con Anpal stiamo lavorando ad una App anti-caporalato. L’app sarà capace di incrociare domanda e offerta di braccianti in tempo reale e trasparente“. Questo il parere della Catalfo in risposta alle associazioni agricole che chiedono di far lavorare nei campi chi percepisce reddito di cittadinanza. Richieste avanzate dalla mancanza di manodopera che questo settore sta soffrendo. Sarebbe una soluzione per sostituire i braccianti stranieri che non sono arrivati a causa dell’emergenza sanitaria.

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