Giulia Molino: “Camice bianco” onora chi ci salva la vita ogni giorno



Giulia Molino - Camice bianco
Immagine dal profilo Instagram

“Camice bianco” è il nuovo singolo di Giulia Molino che onora tutti coloro che ogni giorno combattono per salvarci la vita. Ecco il testo e il significato

È disponibile da oggi su tutte le piattaforme digitali il nuovo singolo di Giulia Molino “Camice bianco“. Il brano è stato scritto di getto in queste settimane in cui, non tutti siamo chiusi “al sicuro” dentro casa.

Fuori, ci sono migliaia di medici, infermieri, volontari, che ogni giorno continuano a lavorare per continuare a salvare le vite di tutti coloro che si sono ammalati durante quest’emergenza. Con un lungo post Giulia Molino, alcuni giorni fa, ha pubblicato in anteprima un estratto del brano.

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Finalmente ci siamo. Ho pensato davvero tanto alla situazione critica che l’Italia, e il mondo tutto, sta vivendo da qualche mese a questa parte. Spesso ci sentiamo soli, perché siamo chiusi in casa e non possiamo abbracciare i nostri cari. A volte, invece, ci sentiamo sfortunati, malinconici, come stessimo per crollare da un momento all’altro. C’è chi trascorre le proprie giornate fra le mura di un ospedale, sperando di sopravvivere, di sentire, giorno dopo giorno, il proprio respiro riacquisire forza. Altri vorrebbero riabbracciare le persone che amano, mentre sono costrette dalle circostanze a salutarle tramite i vetri di una finestra o attraverso lo schermo di un cellulare. E poi ci sono loro: MEDICI, INFERMIERI, VOLONTARI, che ogni santo giorno dedicano la propria esistenza al prossimo. In questo periodo storico ancor più complesso, regalano il proprio tempo a chi sta soffrendo in questi ospedali affollati. E sono EROI che non chinano la testa dinnanzi agli innumerevoli ostacoli, che non si lasciano demoralizzare dalle troppe vittime, ma che, invece, non si fermano e continuano a lottare affinché quanta più gente possibile possa rientrare nelle proprie case e ripristinare la vita di sempre. Ciononostante, dimentichiamo che dietro quelle mascherine, dietro quegli sguardi, ci sono anzitutto delle PERSONE. Persone che soffrono, come tutti noi, ma che lottano, senza sosta, senza risparmiarsi, donandosi completamente mettendo a rischio la propria vita per salvare quella degli altri. Questo è l’estratto di un brano che ho scritto di getto, pensando a tutto ciò che ci accade intorno. Onore a voi, che per amore del vostro lavoro non smettete di dedicarvi al servizio dell’umanità.

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Il brano inizia con un riff di pianoforte per poi prendere un ritmo sempre più incalzante. Una canzone scritta di getto che ci ricorda molto lo stile utilizzato per “Nietzsche“. Giulia Molino si cala nel panni di un dottore che ogni giorno deve affrontare questo “nemico invisibile” che continua a uccidere e sembra che non voglia arrestarsi.

Le gambe cedono e vorrei scappare/vedo quegli occhi chiamarmi per nome/senza il camice bianco siamo solo persone“, Giulia racconta con parole semplici ma che ci colpiscono come un pugno allo stomaco, ciò che stanno affrontando i medici quotidianamente negli ospedali che sono trasformati in campi di guerra.

Il brano è un inno per tutti coloro che ogni giorno combattono in prima linea. Anche se hanno paura, non smettono di donarsi per quelle persone che “si sentono affogare“. Quando arrivano a casa dopo 10 ore di lavoro (se non di più) si tolgono quel camice bianco anzi, quel “mantello bianco” perchè loro sono i nostri EROI che ogni giorno combattono per salvarci la vita, e ci provano fino all’ultimo secondo. Si tolgono quella mascherina che sta consumando il loro volto e si dicono davanti ad uno specchio “SIAMO SOLO PERSONE“.

TESTO

Sono quasi 10 ore che mi reggo in piedi
girando tra barelle e corridoi pieni
È un nemico astratto che non vedo e che non sento
Mi sembra di lottare si ma coi mulini a vento
Tu che mi ascolti nel cielo pure accanto
non vedi sono solo un uomo col camice bianco

Dammi un po’ di forza che qui non è abbastanza
Ho la testa fra le mani e sono chiuso in questa stanza
Mi chiedono “dottore quanto mi rimane?”
con la maschera una lacrima non fa rumore
lascia i segni sul mio viso come fa una guerra
e finchè io sono vivo non sarà una guerra persa

A volte penso che sia naturale se
le gambe cedono e vorrei scappare
vedo quegli occhi chiamarmi per nome
Senza il camice bianco siamo solo persone
Ci sarà un tempo per ricominciare
per dimenticare tutto questo dolore
Ripartiremo dalle cose buone
senza il camice bianco siamo solo persone

A volte io ci penso a quanto stronza sia la vita
e nonostante questo non mi piego mica
Fatica e poi sudore e poi la voglia di star bene
sebbene ancora senta quelle sirene
Ne vale la pena, un sorriso, un solo gesto
vedere che l’amore fa il suo giro e torna indietro

Se mi chiedi cosa sento in questo momento
ti direi paura ma comunque io non smetto
di donarmi a chi vorrebbe solo respirare
a chi non vede il mare ma si sente affogare
a chi saluta un figlio con dei baci alla finestra
a chi va via per sempre mentre il figlio è lì che aspetta

A volte penso che sia naturale se
le gambe cedono e vorrei scappare
vedo quegli occhi chiamarmi per nome
Senza il camice bianco siamo solo persone
Ci sarà un tempo per ricominciare
per dimenticare tutto questo dolore
Ripartiremo dalle cose buone
senza il camice bianco siamo solo persone

Ho il viso dilaniato di chi avverte l’impotenza
e piango di nascosto ma non è una debolezza
La sera torno a casa e tolgo il mio mantello bianco
Domani è un altro giorno e con un guanto asciugo il pianto

A volte penso che sia naturale se
le gambe cedono e vorrei scappare
vedo quegli occhi chiamarmi per nome
Senza il camice bianco siamo solo persone
Ci sarà un tempo per ricominciare
per dimenticare tutto questo dolore
Ripartiremo dalle cose buone
senza il camice bianco siamo solo persone

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