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Cavalcavia crollato, i Comuni modificano i limiti di peso per i tir

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Cavalcavia crollato, i Comuni modificano i limiti di peso per i tir. Dopo la comunicazione dell’Anas che vietava il transito di trasporti eccezionali sulla Milano-Lecco le amministrazioni hanno finalmente preso provvedimenti

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Cavalcavia crollato, i Comuni prendono provvedimenti e modificano i limiti di peso dei tir. Dopo la tragedia che il 29 ottobre ha visto il crollo improvviso di un cavalcavia sulla Statale 36 Milano-Lecco, il solito rimpallo di responsabilità ha animato la discussione e alimentato ancora di più lo sconcerto riguardo una vicenda al limite del surreale.

La decisione più immediata, presa all’indomani del crollo, era stata quella di vietare completamente i trasporti eccezionali sulla Statale 36, ma alla fine ha prevalso il buon senso e il provvedimento è stato ridimensionato. Per il transito di quel tratto di superstrada è stato fissato un nuovo limite di peso per i tir, che non dovrà superare le 44 tonnellate. Limite che riguarderà i cavalcavia presenti nel territorio di Civate, Bosisio, Parini e Suelle.

Mentre vanno avanti i controlli a tappeto sulle strutture del territorio, i Comuni interessati prendono provvedimenti e, oltre ad abbassare il tonnellaggio dei mezzi pesanti fanno sapere anche che, in caso di rischi, saranno pronti a chiudere i tratti stradali e i cavalcavia.

Anas aveva diramato una comunicazione per i comuni di Civate, Bosisio, Parini e Suelle, in merito all’abbassamento di limiti di peso per il transito di mezzi con massa superiore alle 44 tonnellate sui cavalcavia della statale 36. Dalla Provincia, però, continuano a negare ogni responsabilità, affermando che quando era arrivato il primo avviso del cantoniere addetto a quel tratto, che aveva chiuso una corsia a causa della caduta di calcinacci, la comunicazione non era “chiara”, e quindi la decisione di chiusura totale non era così scontata.

Dal Comandante della polizia locale di Civate arriva la rassicurazione in merito alla velocità delle decisioni in caso di pericolo “Qui non comanda la burocrazia c’è un rischio, e noi chiudiamo: se qualcuno avrà da ridire e verrò indagato per il provvedimento, non mi interessa”. Sul crollo del cavalcavia è stata aperta un’inchiesta penale, dalla Procura della Repubblica di Lecco, per omicidio colposo e disastro colposo.

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