Ceuta

Situazione a dir poco esplosiva nell’enclave spagnola di Ceuta dove nelle ultime ore sono giunti oltre cinquemila migranti

A Ceuta è in corso una crisi migratoria senza precedenti. Il tutto grazie anche alla passività della polizia e delle autorità marocchine. Nelle ultime 24 ore circa 6mila migranti, per la quasi totalità giovani marocchini, sono riusciti a entrare all’interno dell’enclave spagnola nel nord del Marocco. Hanno raggiunto così l’Europa a nuoto o con mezzi di fortuna senza trovare alcun ostacolo. Circa 2.700 di loro, fanno sapere le autorità, sono già stati espulsi.

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La più grave crisi migratoria della regione

Non era mai accaduto in passato che un numero così alto di persone riuscisse ad entrare all’interno dell’area protetta spagnola. Un record assoluto capace di frantumare il precedente, quando nel giugno del 2018, nella settimana tra il 21 e il 28, le autorità spagnole registrarono l’arrivo di circa 2.800 persone. Allora si trattava al 90% di uomini in fuga dai Paesi subsahariani, ora quel fronte ha scelto la rotta Atlantica verso le Canarie. Secondo quanto riferito da fonti governative, almeno un terzo delle persone entrate a Ceuta ieri sono minorenni.

Le misure del governo spagnolo

Le attenzioni internazionali si stanno concentrando adesso su quanto sta accadendo, ma la situazione a Ceuta e in parte anche a Melilla, ha iniziato a farsi complessa già alcune settimane fa. Il governo Sanchez ha dovuto attivarsi per potenziare il numero delle deportazioni inasprendo il provvedimento adottato un paio di anni fa, nonostante le denunce di violazione dei diritti umani e delle convenzioni sul fronte migratorio.

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